DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Regolamento di attuazione relativo ai distacchi di personale della pubblica amministrazione presso l'Unione Europea, le organizzazioni internazionali o Stati esteri. (14G00198)

Numero 184 Anno 2014 GU 15.12.2014 Codice 14G00198

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.del.consiglio.dei.ministri:2014-10-30;184

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Testo vigente

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Preambolo

Capo I - Esperti nazionali distaccati presso l'Unione europea

Art. 2

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Comma 1

Informazione e presentazione delle candidature

Comma 2

Il Ministero, d'intesa con la Presidenza, assicura la diffusione delle informazioni relative agli END presso le amministrazioni e pubblica nel proprio sito istituzionale le posizioni END richieste dall'Unione europea.


Le amministrazioni promuovono la presentazione di candidature sulla base delle priorita' definite nell'ambito del coordinamento e programmazione di cui all'articolo 3, comma 1. Verificati la rispondenza delle candidature ricevute al profilo richiesto, l'interesse dell'amministrazione e la possibilita' di futura valorizzazione dell'esperienza professionale acquisita, le amministrazioni le trasmettono al Ministero. Per ciascuna amministrazione un unico ufficio svolge gli adempimenti di cui al presente comma.


Il Ministero inoltra le candidature all'Unione europea e alla Presidenza, previa verifica della completezza della documentazione fornita e della rispondenza al profilo richiesto e alle priorita' definite nell'ambito del coordinamento e programmazione di cui all'articolo 3, comma 1.


Le amministrazioni di appartenenza, entro 30 giorni dall'adozione del relativo provvedimento, comunicano al Ministero e alla Presidenza l'inizio, il termine ed eventuali proroghe del distacco degli END.


Art. 3

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Comma 1

Coordinamento e programmazione

Comma 2

La Presidenza e il Ministero organizzano periodici incontri con le amministrazioni per concordare le aree di impiego prioritarie del personale da distaccare e monitorare l'attivita' del personale distaccato in termini di rispondenza agli obiettivi concordati.


In ciascuna amministrazione un punto di contatto promuove attivita' di informazione, sensibilizzazione e, nei limiti delle risorse a cio' destinate, formazione sugli END e partecipa alle attivita' di cui al comma 1. Il punto di contatto e' individuato preferibilmente nel nucleo di valutazione di cui all'articolo 20 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, o nell'ufficio di cui all'articolo 2, comma 2, e, in ogni caso, agisce in raccordo con il nucleo stesso.


Art. 4

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Comma 1

Svolgimento del periodo del distacco presso l'Unione europea

Comma 2

Il Ministero, d'intesa con la Presidenza, informa i funzionari da distaccare e le amministrazioni di appartenenza sulle priorita' del sistema Paese nel settore in cui essi opereranno. Al termine del periodo di distacco gli END e le amministrazioni di appartenenza riferiscono alla Presidenza e al Ministero sugli esiti del servizio prestato e sul raggiungimento delle priorita' del sistema Paese nel settore in cui hanno operato.


Gli END mantengono i contatti con l'amministrazione di appartenenza, secondo modalita' indicate da quest'ultima all'inizio del distacco stesso, nel rispetto della normativa europea. Con periodicita' almeno annuale, gli END trasmettono all'amministrazione di appartenenza una relazione sul servizio prestato, anche ai fini del successivo inoltro al Ministero e alla Presidenza. Essi partecipano agli incontri promossi dalle amministrazioni di appartenenza in ambiti attinenti al servizio prestato come END.


Ai fini della valutazione della performance individuale le amministrazioni di appartenenza tengono conto delle relazioni annuali degli interessati e di altri elementi di giudizio comunque disponibili, anche acquisiti presso l'Unione europea. Le amministrazioni, di regola prima dell'inizio del periodo di distacco dei propri dipendenti come END, concordano con i competenti uffici dell'Unione europea le modalita' di acquisizione, su base almeno annuale, dei predetti elementi di giudizio.


La durata massima del periodo di distacco e' stabilita dalla normativa delle istituzioni dell'Unione europea.


Resta ferma la disciplina sul trattamento economico di cui all'articolo 32, comma 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.


Art. 5

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Comma 1

Contingente massimo di END

Comma 2

Il contingente massimo di END e' fissato in 300 unita'.


Fermo restando il limite di cui al comma 1, ciascuna amministrazione puo' distaccare i propri dipendenti entro un massimo del 3% del personale in servizio, con arrotondamento all'unita' superiore.


Comma 3

Capo II - Distacco presso gli Stati membri dell'Unione europea, gli altri Stati, le organizzazioni e gli enti internazionali

Art. 6

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Comma 1

Informazione e presentazione delle candidature

Comma 2

Il Ministero segnala alla Presidenza e alle amministrazioni interessate le posizioni di distacco di possibile interesse nel contesto delle priorita' di politica estera.


Le amministrazioni ricevono le candidature e, verificatane la rispondenza al profilo richiesto, l'interesse dell'amministrazione e le possibilita' di valorizzazione dell'esperienza professionale acquisita, le trasmettono alla Presidenza ed al Ministero, che entro 30 giorni possono comunicare la sussistenza di eventuali motivi ostativi. La Presidenza e il Ministero possono acquisire elementi di giudizio anche mediante uno o piu' colloqui con il dipendente interessato, che possono essere svolti con modalita' a distanza.


Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento le amministrazioni informano la Presidenza e il Ministero circa l'esistenza di accordi di reciprocita' relativi a distacchi presso Stati esteri.


L'avvio di negoziati con amministrazioni pubbliche di Stati esteri o con organizzazioni ed enti internazionali e la successiva stipula di intese tecniche per disciplinare il distacco sono subordinati al nulla osta della Presidenza e del Ministero. Rimangono ferme le procedure vigenti per la concessione dei pieni poteri alla firma degli accordi internazionali ai sensi della legge 12 febbraio 1974, n. 112, laddove necessari.


Le intese di cui al comma 4 prevedono l'acquisizione presso l'amministrazione, l'organizzazione o l'ente di destinazione di elementi di valutazione sullo svolgimento del distacco, la ripartizione degli oneri del distacco nel rispetto dell'articolo 7, comma 6, e, se stipulate con Stati esteri, lo scambio di dipendenti su basi di reciprocita'.


Le amministrazioni di appartenenza comunicano alla Presidenza e al Ministero l'inizio, il termine ed eventuali proroghe del distacco.


Per ciascuna amministrazione un unico ufficio provvede agli adempimenti di cui al presente articolo, dandone comunicazione al Ministero e alla Presidenza del Consiglio dei ministri.


Art. 7

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Comma 1

Svolgimento del periodo di distacco presso Stati esteri o organizzazioni ed enti internazionali

Comma 2

D'intesa con la Presidenza e con altre amministrazioni interessate, il Ministero, informa i dipendenti da distaccare sulle eventuali priorita' del sistema Paese nel settore in cui essi saranno chiamati ad operare.


I dipendenti distaccati mantengono un raccordo costante con la rappresentanza diplomatica.


I dipendenti distaccati mantengono i contatti con l'amministrazione di appartenenza, secondo modalita' indicate da quest'ultima. Con periodicita' almeno annuale, i predetti trasmettono all'amministrazione di appartenenza una relazione sul servizio prestato, anche ai fini del successivo inoltro al Ministero e alla Presidenza. Essi partecipano agli incontri organizzati dalle amministrazioni in ambiti attinenti al servizio prestato.


Le amministrazioni tengono conto delle relazioni annuali ai fini della valutazione della performance individuale e di ogni altro elemento di giudizio comunque disponibile, ivi incluse le valutazioni fornite dalle organizzazioni e dagli enti di distacco.


La durata massima del distacco e' fissata in 5 anni complessivi nel corso dell'intero periodo di servizio prestato alle dipendenze della pubblica amministrazione.


La disciplina del trattamento economico del personale in distacco e' stabilita dalle intese di cui all'articolo 6, comma 4, secondo i principi di cui all'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.


Resta fermo quanto previsto dalla legge 27 luglio 1962, n. 1114.


Comma 3

Capo III - Disposizioni comuni

Art. 8

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Comma 1

Banca dati

Comma 2

Il Ministero riceve le informazioni di cui al comma 1 dalle amministrazioni di appartenenza degli interessati e le registra nella banca dati. In sede di prima applicazione del presente regolamento, le informazioni di cui al comma 1, lettera a), gia' in possesso del Ministero, sono immesse nella banca dati.


Il Ministero e la Presidenza stabiliscono le modalita' di costituzione, di accesso e di sicurezza della banca dati di cui al comma 1. Il titolare del trattamento dei dati ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e' il Ministero.


La Presidenza ha accesso pieno e senza alcuna limitazione alla banca dati di cui al comma 1. Le altre amministrazioni che ne facciano richiesta al Ministero hanno accesso alle informazioni registrate nelle sezioni di interesse della medesima banca dati, per le finalita' previste dall'articolo 32, comma 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.


I profili di cui al comma 1 comprendono le generalita', l'amministrazione di appartenenza, il titolo di studio, l'esperienza professionale maturata e i recapiti professionali ai quali gli interessati possono ricevere comunicazioni inerenti alle finalita' del presente regolamento.


Art. 9

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Comma 1

Valorizzazione dell'esperienza maturata

Comma 2

L'esperienza maturata con il distacco all'estero e' titolo preferenziale valutabile, a parita' di altre condizioni, per l'accesso a posizioni economiche superiori o a progressioni orizzontali o verticali di carriera all'interno dell'amministrazione di appartenenza, in relazione al periodo di effettivo servizio svolto all'estero, comunque non inferiore a un anno continuativo, senza demerito.


L'amministrazione tiene conto dell'esperienza maturata all'estero nell'assegnazione del dipendente alla fine del periodo di distacco.


Art. 10

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Comma 1

Comportamento del personale distaccato

Comma 2

Durante il distacco all'estero, il dipendente distaccato e' tenuto a comportarsi con particolare discrezione e riservatezza. La sua condotta, sia pubblica sia privata, deve attenersi ai codici adottati ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed informarsi ai principi di correttezza e decoro imposti dalle funzioni rappresentative anche indirettamente rivestite e dal rispetto delle leggi e degli usi locali e delle regole di comportamento stabilite dall'ente di destinazione.


Il dipendente distaccato puo' pubblicare scritti, anche non firmati, effettuare conferenze o interventi orali in pubblico o diretti al pubblico, concedere interviste o parteciparvi, su argomenti connessi con l'attivita' dell'amministrazione di appartenenza o che comunque abbiano attinenza con le relazioni internazionali, informando l'amministrazione di appartenenza e la rappresentanza diplomatica con anticipo di almeno 15 giorni, salvo giustificati casi di urgenza. Entro detto termine, la rappresentanza diplomatica puo' formulare osservazioni, nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. Sono fatti salvi i regimi autorizzativi eventualmente previsti dagli ordinamenti delle amministrazioni di appartenenza.


In conformita' con la normativa europea, il comma 2 non si applica alle pubblicazioni e alle attivita' a rilevanza esterna svolte dagli END nell'esercizio delle funzioni d'ufficio presso l'Unione europea.


Resta ferma l'applicazione dell'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.


Il dipendente si attiene alle indicazioni in materia di sicurezza fornite dall'autorita' presso cui e' distaccato. In mancanza di tali indicazioni, il dipendente informa la rappresentanza diplomatica o l'ufficio consolare competente per territorio e si conforma alle disposizioni in materia di sicurezza da essi ricevute.
La violazione degli obblighi previsti dal presente comma puo' dare luogo a responsabilita' disciplinare.


Art. 11

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Comma 1

Clausola di invarianza finanziaria

Comma 2

Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


All'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto le amministrazioni interessate provvedono nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza l'istituzione di nuove strutture.