DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Istituzione e trasformazione di Istituti d'arte e di Scuole d'arte (Bologna ed altri).

Numero 1469 Anno 1959 GU 28.12.1960 Codice 059U1469

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1959-08-01;1469

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Testo vigente

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Art. 1

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Comma 1

A decorrere dal 1 ottobre 1959, sono istituiti i seguenti Istituti d'arte:

Bologna - Sezioni: decorazione pittorica; decorazione plastica, arte del legno; arte della ceramica; disegno di architettura.

Caltagirone - Sezione: arte della, ceramica.

Cantu' - Sezioni: arredamento (disegno e plastici); arte del legno (ebanisteria, intaglio a tarsia; decorazione pittorica (lacche e disegno tessuti); arte del merletto e del ricamo.

Fano - Sezioni: decorazione pittorica; decorazione plastica; arte del legno; arte dei metalli; arte del merletto e del ricamo; arte del tessile; disegno di architettura.

Lecce - Sezioni: decorazione pittorica; decorazione plastica; arte del legno; arte dei metalli; arte della

Macerata - Sezioni: decorazione pittorica; arte del legno; arte dei metalli; arte del merletto e del ricamo.

Padova - Sezioni: decorazione pittorica; decorazione plastica; arte del legno; arte dei metalli; disegno di architettura.

Pesaro - Sezioni: arte del legno; arte del tessile; arte della ceramica; arte del merletto e del ricamo arte del tessile; disegno di moda e del costume.

Sesto Fiorentino - Sezioni: porcellana, gres, terraglia e maiolica, modellistica e formatura in gesso.

Sulmona - Sezioni: arte del legno; arte dei metalli; arte della ceramica: arte del tessile.

Dalla stessa data sono soppresse le seguenti Scuole d'arte di 2° grado:


Bologna, Caltagirone, Canti, Fano, Lecce, Macerata, Padova, Pesaro, Sesto Fiorentino, Sulmona.

Sono approvate le relative piante organiche di cui alle 10 tabelle annesse al presente decreto e che ne formano parte integrante.


Art. 2

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Comma 1

Alla maggiore spesa occorrente per l'istituzione ed il mantenimento degli Istituti d'arte di cui all'art. I, provvede lo Stato nella misura dei tre quarti. Gli Enti pubblici locali, con stanziamenti continuativi sui propri bilanci, contribuiscono per il rimanente quarto.