I programmi per gli esami di ammissione agli "Istituti medi inferiori" compresi in allegato nel decreto luogotenenziale 24 maggio 1945, n. 459, sono confermati per l'anno scolastico 1956-57, tranne che per la parte riguardante la prova orale d'italiano, che viene sostituita con la seguente:
"1. Dizione (o per i testi non studiati a memoria, letteratura) e spiegazione, di una poesia o di un brano di prosa di valore artistico, scelti tra quelli presentati dal candidato (complessivamente non meno di dieci, dei quali cinque a memoria).
2. Lettura ed esposizione di un brano di prosa narrativa a senso compiuto.
3. Pratico riconoscimento delle parti del discorso nel brano letto di cui al n. 2".
L'avvertenza premessa ai programmi del 1945 per gli esami di ammissione viene sostituita dalla seguente:
"Va tenuto il massimo conto del fatto che gli esami di ammissione alla scuola media, pur dovendo tener presenti le caratteristiche e le finalita' proprie della scuola media stessa, costituiscono la prima prova esterna alla quale i fanciulli sono chiamati, sicche' e' auspicabile che gli esami si svolgano come in un'atmosfera familiare che non intimidisca i giovanissimi candidati, ma tenga conto del loro particolare stato d'animo.
In questo stesso ordine di idee si evitera' naturalmente ogni eccessivo sforzo mnemonico ed ogni complicazione, restando sempre nel campo pratico della esperienza viva del candidato.
In particolare, per quanto riguarda la prova di dettato, si raccomanda di procedere lentamente, dettando non piu' di tre o quattro parole per volta, in forma chiara e con la menzione esplicita dei segni d'interpunzione. Sara' invece il saggio di composizione quello che rivelera' se il candidato sa impiegare correttamente i segni di interpunzione nel proprio elaborato.
Sara' opportuno che, come e' ormai consuetudine, la dettatura venga eseguita, dal maestro elementare membro della Commissione.
Con la prova scritta d'italiano il candidato dovra' dimostrare di essere in grado di dare ordine alle proprie idee e di esprimerle correttamente.
Le poesie non dovranno essere lunghe; e cosi' i brani di prosa; importante e' che il candidato dimostri, nella dizione o nella lettura di averne intelligentemente penetrato il senso.
Nell'esposizione del brano letto di cui al n. 2 il candidato dovra' esprimersi correttamente e con chiarezza.
Si evitera' d'interrompere la lettura e l'esposizione del candidato con domande rivolte ad accertamenti grammaticali, che rientrano nella successiva fase della prova d'italiano.
Il pratico riconoscimento delle parti del discorso nel brano letto, ossia nel vivo della lingua, non sia complicato dalla richiesta di regole, definizioni e artificiosi esercizi di analisi grammaticale.
Nei riguardi della storia e della geografia si raccomanda di ridurre al minimo la parte strettamente mnemonica.
Per le prove di aritmetica e geometria si raccomanda di evitare ogni complicazione nella formulazione del problema, che dovra' naturalmente aderire in modo particolare alla pratica quotidiana.
Nella prova orale di si dovra' accertare, alla lavagna, dell'effettivo sicuro possesso della tecnica delle quattro operazioni, evitando tuttavia casi particolarmente complicati di rara applicazione.
Ogni astruseria dovra' essere pure evitata negli esercizi di riduzione sul sistema metrico decimale, limitando gli esercizi stessi ai casi effettivamente rispondenti alle esigenze pratiche. Andra' poi evitata, naturalmente, ogni enunciazione mnemonica di regole di calcolo o di misura".
Testo vigente
Articolo unico
#Comma 1