Sono abrogate le seguenti disposizioni:
R. decreto-legge 3 novembre 1927, n. 2107, convertito nella legge 20 maggio 1928, n. 1130;
R. decreto-legge 18 novembre 1929, n. 2488, convertito nella legge 18 dicembre 1930, n. 1808, sulla disciplina della fabbricazione dei prodotti essenziali alla difesa dello Stato;
Regi decreti 18 luglio 1930, n. 1455 e 29 giugno 1932, n. 2067, concernenti, rispettivamente, un elenco delle industrie fondamentali per la fabbricazione di prodotti essenziali per la difesa dello Stato e norme interpretative;
legge 12 gennaio 1933, n. 141, concernente la preventiva autorizzazione per i nuovi impianti industriali;
R. decreto 15 maggio 1933, n. 500, contenente le norme per l'attuazione della legge 12 gennaio 1933 n. 141;
Regi decreti 12 aprile 1937, n. 841 e 5 febbraio 1940, n 258, contenenti modificazioni ed aggiunte all'elenco delle industrie sottoposte a preventiva autorizzazione governativa;
art. 6 del R. decreto-legge 19 giugno 1940, n. 953, sull blocco dei prezzi delle merci e dei servizi delle Costruzioni edilizie, degli impianti industriali e delle pigioni, convertito, con modificazioni, nella legge 28 novembre 1940 n. 1727, prorogato con Regi decreti-legge 12 marzo 1941, n. 142 e 11 marzo 1943, n. 100;
R. decreto-legge 18 febbraio 1943, n. 95, concernente la disciplina degli atti diretti a trasferire, dare in locazione o in uso, opere edilizie facenti parte di stabilimenti industriali;
art. 1, 4° comma del decreto legislativo Luogotenenziale 27 novembre 1944, n. 422, riguardante la revoca dall divieto delle costruzioni di edifici privati di cui al R. decreto 14 novembre 1941, n. 1231.
Nulla e' innovato per quanto concerne la disciplina della industria dei prodotti petroliferi, della macinazione e della panificazione.
Testo vigente
Art. 1
#Comma 1
Art. 2
#Comma 1
Chiunque intenda provvedere alla costruzione di qualsiasi impianto industriale, all'ampliamento, al trasferimento, alla riattivazione, alla trasformazione e alla ricostruzione di quelli esistenti, e' tenuto a darne avviso al Ministero dell'industria e del commercio, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, precisando la natura e la potenzialita' produttiva dell'impianto, il capitale da investire, i particolari tecnici relativi al macchinario da installare e alle materie prime occorrenti e il programma di lavorazione.
La disposizione del comma precedente si applica anche a coloro i quali, all'entrata in vigore del presente decreto, abbiano presentato domanda di autorizzazione all'impianto, all'ampliamento, al trasferimento, alla riattivazione, alla trasformazione e alla ricostruzione, in base alle norme indicate nell'art. 1.
Art. 3
#Comma 1
E' data facolta' al Ministro per l'industria e il commercio di vietare con proprio decreto, sui conforme parere della commissione prevista nell'art. 5 e per un periodo di tempo il cui termine non puo' essere posteriore al 30 giugno 1947, l'impianto di nuovi stabilimenti industriali, l'ampliamento, il trasferimento, la riattivazione, la trasformazione e la ricostruzione di quelli esistenti. (1) (2) ((3))
I divieti possono essere stabiliti anche per categorie di attivita' industriali specificatamente determinate e per alcune zone del territorio nazionale.
Tuttavia la facolta' di divieto non puo' essere esercitata rispetto alle imprese per le quali siano previsti o che impieghino meno di trenta operai, sia progettata o installata una potenza inferiore a 50 cavalli vapore, e i cui impianti progettati e installati abbiano un valore inferiore a 5 milioni di lire, ne' rispetto agli ampliamenti di stabilimenti gia' esistenti che comportino una spesa inferiore ai 5 milioni.
I decreti di divieto di cui al secondo comma sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
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AGGIORNAMENTO (1)
Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 giugno 1947, n. 543 ha disposto (con l'art. 1) che "Il termine stabilito nel primo comma dell'art. 3 del decreto legislativo luogotenenziale 12 marzo 1946, numero 211, e' prorogato al 30 settembre 1947".
Ha inoltre disposto (con l'art. 2) che "Il presente decreto [...] ha effetto dal 1° luglio 1947".
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AGGIORNAMENTO (2)
Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 30 settembre 1947, n. 1032 ha disposto (con l'art. 1) che "Il termine stabilito nel primo comma dell'art. 3 del decreto legislativo luogotenenziale 12 marzo 1946, n. 211, gia' prorogato col decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 giugno 1947, n. 543, e' ulteriormente prorogato al 30 novembre 1947".
Ha inoltre disposto (con l'art. 2) che "Il presente decreto ha effetto dal 1° ottobre 1947".
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AGGIORNAMENTO (3)
Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 novembre 1947, n. 1523 ha disposto (con l'art. 2) che "E' prorogato altresi' al 31 marzo 1948 il termine stabilito nel primo comma dell'art. 3 del decreto legislativo luogotenenziale 12 marzo 1946, n. 211, concernente la disciplina delle iniziative industriali, prorogato con decreto legislativo 30 settembre 1947, n. 1302".
Ha inoltre disposto (con l'art. 3) che "Il presente decreto [...] ha effetto dal 1 dicembre 1947".
Art. 4
#Comma 1
Il Ministro per l'industria e il commercio puo' esercitare la sua facolta' di divieto rispetto alle singole imprese entro trenta giorni dal ricevimento della denuncia di cui all'art. 2, ovvero se la denuncia e' pervenuta prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno, del decreto costitutivo della commissione di cui all'art. 5, entro trenta giorni da quello di tale pubblicazione.
Nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 3 i divieti non hanno effetto nei riguardi delle imprese che al tempo della pubblicazione del relativo decreto Ministeriale abbiano gia' dato inizio ai lavori relativi non essendo intervenuto il divieto di cui al primo comma del presente articolo.
Art. 5
#Comma 1
Presso il Ministero dell'industria e del commercio e' istituita una Commissione centrale dell'industria, con funzioni consultive per le questioni concernenti le attivita' industriali.
Sono membri della Commissione predetta:
1) il Sottosegretario di Stato per l'industria, che la presiede;
2) il direttore generale dell'industria e delle miniere che ne e' il vice presidente;
3) un rappresentante del Ministero del tesoro;
4) un rappresentante del Ministero del lavoro;
5) un rappresentante del Consiglio nazionale delle ricerche;
6) due rappresentanti della categoria degli industriali;
7) due rappresentanti della categoria dei lavoratori dell'industria;
8) un rappresentante della categoria degli ingegneri industriali.
Alle riunioni della Commissione partecipano con voto deliberativo, anche i rappresentanti dei Ministeri e delle categorie professionali non indicati nel comma precedente, che siano interessati alle singole questioni deferite all'esame della Commissione ed eventualmente un avvocato dello Stato.
Con decreto del Ministro per l'industria e il commercio possono essere chiamati a far parte della Commissione esperti estranei all'Amministrazione statale.
Il Ministro per l'industria e il commercio ha altresi' facolta' di istituire distinte sottocommissioni in localita' diverse da quella in cui la Commissione stessa ha sede, per quei compiti che la medesima, ai fini dell'esercizio delle sue funzioni, riterra' di delegare. Le sottocommissioni sono composte da rappresentanti dei Ministeri e delle categorie interessate come ai commi secondo e terzo nonche' da esperti nei diversi settori industriali.
L'ordinamento e il funzionamento della Commissione e delle sottocommissioni sono stabiliti con decreto del Ministro per l'industria e il commercio. ((4))
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AGGIORNAMENTO (4)
La L. 5 gennaio 1957, n. 33 ha disposto (con l'art. 19) che "Sono soppressi: la Commissione centrale dell'industria, istituita con decreto legislativo luogotenenziale 12 marzo 1946, n. 211".
Art. 6
#Comma 1
E' punito con l'ammenda fino al massimo di lire 500.000 chiunque violi i divieti disposti ai sensi del presente decreto.
Il Ministro per l'industria e il commercio, con proprio decreto puo' inoltre ordinare la chiusura degli stabilimenti, per i quali i divieti non siano stati osservati.
Chiunque ometta di effettuare la denuncia di cui all'art. 2 ovvero denuncia circostanze non conformi alla verita' o fa una denuncia incompleta e' punito con l'ammenda fino a L. 5000.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato.
Dato a Roma, addi' 12 marzo 1946
UMBERTO DI SAVOIA
DE GASPERI - GRONCHI - ROMITA - TOGLIATTI - CORBINO - SCOCCIMARRO - BROSIO - DE COURTEN - CEVO - LOTTO - CATTANI - GULLO - LOMBARDI - SCELBA
Visto, il Guardasigilli: TOGLIATTI
Registrato alla Corte dei conti, addi' 29 aprile 1946
Atti del Governo, registro n. 9, foglio n. 194. - FRASCA