DECRETO LEGISLATIVO

D.Lgs. 160/2026 - DECRETO LEGISLATIVO 9 settembre 2026, n. 160

DECRETO LEGISLATIVO 9 settembre 2026, n. 160

Numero 160 Anno 2026 GU 15.09.2026 Codice 26G00179

Stai consultando il testo originario pubblicato in Gazzetta Ufficiale; entrata in vigore prevista dal 30.09.2026.

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Testo originario

Art. 1

Oggetto e finalita'
1. Il presente titolo reca disposizioni in materia di utilizzo di
sistemi di intelligenza artificiale da parte degli organi, uffici e
comandi delle Forze di Polizia, in relazione alle specifiche funzioni
esercitate, coerentemente con le norme e i principi del regolamento
(UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno
2024, e della legge 23 settembre 2025, n. 132.
2. Le disposizioni del presente titolo si applicano nel rispetto
dei diritti fondamentali e delle liberta' garantite dalla
Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo
e delle liberta' fondamentali, nonche' dei principi di
proporzionalita', di non discriminazione, di sorveglianza umana e di
trasparenza di cui all'articolo 3 della legge n. 132 del 2025.
3. Il presente titolo non comporta nuovi obblighi rispetto a quelli
previsti dal regolamento (UE) 2024/1689 per i sistemi e i modelli di
intelligenza artificiale utilizzati nelle attivita' e per le
finalita' di polizia.

Art. 2

Definizioni
1. Ai fini del presente titolo, si intende per:
a) «regolamento IA»: il regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole
armonizzate sull'intelligenza artificiale e modifica i regolamenti
(CE) n. 300/2008, (UE) n. 167/2013, (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858,
(UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE)
2016/797 e (UE) 2020/1828 (regolamento sull'intelligenza
artificiale);
b) «legge IA»: la legge 23 settembre 2025, n. 132, recante
«Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza
artificiale»;
c) «sistema di IA»: un sistema di intelligenza artificiale
definito dall'articolo 3, punto 1), del regolamento (UE) 2024/1689;
d) «pratiche vietate»: le pratiche di IA vietate a norma
dell'articolo 5 del regolamento (UE) 2024/1689;
e) «sistema di IA ad alto rischio»: un sistema di IA classificato
ad alto rischio, conformemente all'articolo 6 del regolamento (UE)
2024/1689 in combinato disposto con il suo allegato III;
f) «categorie particolari di dati personali»: le categorie di
dati di cui all'articolo 3, punto 37), del regolamento (UE)
2024/1689;
g) «dati relativi a condanne penali e reati»: i dati personali di
cui all'articolo 10 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016;
h) «dati operativi sensibili»: i dati relativi ad attivita' di
prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di reati,
indicati dall'articolo 3, punto 38), del regolamento (UE) 2024/1689;
i) «output»: previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni
generate da un sistema di IA ai sensi dell'articolo 3, punto 1), del
regolamento (UE) 2024/1689;
l) «scraping non mirato»: l'estrazione e la raccolta
automatizzata e indiscriminata, su larga scala, mediante l'utilizzo
di un sistema di intelligenza artificiale, di immagini facciali dalla
rete internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso, allo
scopo di creare o ampliare banche dati di riconoscimento facciale;
m) «Autorita' nazionali per l'intelligenza artificiale»:
l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e l'Agenzia per la
cybersicurezza nazionale (ACN), ai sensi dell'articolo 20, comma 1,
della legge 23 settembre 2025, n. 132;
n) «Garante»: il Garante per la protezione dei dati personali,
istituito dal codice in materia di protezione dei dati personali, di
cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
o) «Forze di polizia»: le Forze di polizia di cui all'articolo 16
della legge 1° aprile 1981, n. 121;
p) «attivita' di polizia»: le attivita' di contrasto definite
dall'articolo 3, punto 46), del regolamento (UE) 1689/2024, svolte,
nell'esercizio delle rispettive attribuzioni e funzioni, dagli
organi, uffici e comandi delle Forze di polizia;
q) «finalita' di polizia»: i fini di prevenzione, indagine,
accertamento o perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni
penali, incluse la salvaguardia contro le minacce alla sicurezza
pubblica e la prevenzione delle stesse, richiamati nei punti 45) e
46) dell'articolo 3 del regolamento (UE) 1689/2024, e per i quali
sono svolte le attivita' di polizia di cui alla lettera s);
2. Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto, si
applicano le definizioni di cui all'articolo 2 della legge 23
settembre 2025, n. 132, e all'articolo 3 del regolamento (UE)
2024/1689.

Art. 3

Ricerca, sperimentazione, sviluppo, addestramento, convalida e
utilizzo di sistemi e modelli di intelligenza artificiale per le
attivita' di polizia
1. La ricerca, la sperimentazione, lo sviluppo, l'addestramento,
l'adozione, l'applicazione, la convalida e l'utilizzo di sistemi e
modelli di intelligenza artificiale per le attivita' e le finalita'
delle Forze di polizia avvengono nel rispetto dei diritti
fondamentali e delle liberta' previste dalla Costituzione, del
diritto dell'Unione europea e dei principi di cui all'articolo 3
della legge IA, secondo un approccio antropocentrico, proporzionato e
fondato sul rischio, che tenga conto della classificazione dei
sistemi di IA e delle diverse categorie di interessati.
2. Le attivita' di ricerca, sperimentazione, sviluppo e
addestramento sono orientate al perseguimento della funzionalita' e
dell'affidabilita' operativa dei sistemi e dei modelli di IA
destinati a essere utilizzati dalle Forze di polizia, nella
prospettiva di migliorare l'apporto tecnologico dell'intelligenza
artificiale alle valutazioni e alle decisioni umane nella relativa
attivita'.
3. Le Forze di polizia, in conformita' con l'assetto istituzionale
vigente e nell'ambito delle proprie competenze, utilizzano i sistemi
e i modelli di intelligenza artificiale e i relativi output in
funzione strumentale e di supporto alle relative attivita' di
polizia, allo scopo di incrementarne l'efficacia e l'efficienza.
4. L'utilizzo dei sistemi e dei modelli di IA nell'attivita' di
polizia, conformemente agli obblighi stabiliti dal regolamento IA e
fermo restando quanto previsto dal comma 5 in ordine alla
sorveglianza umana sui sistemi di IA ad alto rischio, deve prevedere
adeguate forme di revisione umana qualificata dei risultati delle
elaborazioni automatiche prima del loro impiego in atti e
provvedimenti incidenti sulla sfera giuridica degli interessati, nel
rispetto dell'autonomia e delle sfere di competenza dei procedimenti
decisionali degli appartenenti alle Forze di polizia. La revisione e'
effettuata da personale individuato dalle procedure interne di
ciascuna Forza di polizia ed e' documentata in modo da assicurarne la
tracciabilita'.
5. Le Forze di Polizia assicurano che per i sistemi di IA ad alto
rischio la sorveglianza umana sia effettiva e conforme a quanto
previsto dall'articolo 14 del regolamento IA e che il personale
preposto possieda le necessarie competenze e formazione al fine di
prevenire e ridurre al minimo i rischi per la salute, la sicurezza e
i diritti fondamentali.
6. Il trattamento di dati personali nelle attivita' di cui al comma
1, incluse le categorie particolari di dati personali, i dati
operativi sensibili e i dati relativi a condanne penali e reati nella
disponibilita' delle Forze di polizia in forza di norme di legge o
regolamentari ovvero di atti amministrativi generali, e' svolto nel
rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali,
di cui al decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, ferme restando
le specifiche disposizioni dettate dal regolamento IA per i sistemi
ad alto rischio e quelle contenute nel capo III del presente titolo.
7. Le attivita' di cui al presente articolo sono effettuate senza
nuovi od ulteriori obblighi rispetto a quanto disposto dal
regolamento IA, ferme restando le esclusioni previste dallo stesso
regolamento.

Art. 4

Collaborazione nell'ambito della ricerca e sperimentazione
scientifica finalizzata alla realizzazione di sistemi e modelli di
intelligenza artificiale per l'attivita' di polizia
1. Le Forze di polizia, nell'ambito di specifici progetti di
ricerca e sperimentazione scientifica volti alla realizzazione di
sistemi di intelligenza artificiale o di dispositivi che utilizzano
tecnologie di intelligenza artificiale per l'attivita' di polizia,
possono attivare collaborazioni con universita', enti di ricerca e
soggetti pubblici e privati, anche per il tramite di societa' in
house o di societa' a totale partecipazione pubblica controllate
dallo Stato, nel rispetto della disciplina dell'Unione europea in
materia di concorrenza e di aiuti di Stato.
2. Il trattamento di dati per le finalita' di cui al comma 1 e'
svolto nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati
personali, con la previsione di apposite clausole che escludano, in
particolare, la condivisione di dati operativi sensibili e
l'acquisizione o l'utilizzazione, anche indirette, da parte dei
soggetti con i quali sono attivate le collaborazioni, di sistemi di
IA e delle relative risorse hardware e software o di dispositivi
integrati con componenti di IA che siano stati addestrati per
l'attivita' di polizia, fatto salvo il ricorso a dati sintetici
ovvero a dati reali sottoposti a tecniche di mascheramento o di
pseudonimizzazione.
3. I rapporti di collaborazione di cui al comma 1 disciplinano
espressamente la titolarita' dei diritti di proprieta' intellettuale,
industriale e di sfruttamento economico dei risultati della ricerca,
dei modelli derivati, dei dati di addestramento e del software, nel
rispetto del codice della proprieta' industriale di cui al decreto
legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, dell'articolo 64 del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e della normativa
di settore applicabile. I medesimi rapporti individuano altresi', nel
rispetto del decreto legislativo n. 51 del 2018, i ruoli svolti dai
soggetti coinvolti nel trattamento dei dati personali, specificando
quando gli stessi operano quali titolari, contitolari o responsabili
del trattamento e disciplinando i relativi obblighi e
responsabilita', anche con riferimento alle misure di sicurezza e
alla documentazione delle operazioni di trattamento. E' in ogni caso
assicurata la titolarita' in capo alle Forze di polizia dei modelli
addestrati su dati operativi sensibili.

Art. 5

Sviluppo, realizzazione e prova di determinati sistemi di IA per
finalita' di polizia negli spazi di sperimentazione normativa
1. Il presente articolo costituisce base giuridica ai sensi
dell'articolo 59, paragrafo 2, del regolamento IA, nonche' del
decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, per il trattamento di dati
personali, inclusi i dati relativi a reati e le categorie particolari
di dati di cui all'articolo 3, punto 37), dello stesso regolamento
IA, effettuato dalle Forze di polizia nell'ambito di spazi di
sperimentazione normativa per l'intelligenza artificiale, quando tale
trattamento e' necessario per finalita' di polizia.
2. La partecipazione delle Forze di polizia agli spazi di
sperimentazione di cui al comma 1 e' finalizzata allo sviluppo, alla
realizzazione e alla prova di sistemi di IA, in particolare ad alto
rischio, destinati alle attivita' di polizia, nel rispetto della
protezione dei dati personali e della tutela dei diritti e delle
liberta' fondamentali.
3. Negli spazi di cui al presente articolo, la sperimentazione
avviene nel rispetto delle condizioni cumulativamente previste
dall'articolo 59, paragrafo 1, del regolamento IA, prevede il
coinvolgimento del Garante laddove la stessa comporti, per il suo
funzionamento, il trattamento di dati personali, ed e' oggetto di
collaborazione e raccordo con le Autorita' nazionali per
l'intelligenza artificiale, fermo restando la tutela dei dati
operativi sensibili e l'esclusiva titolarita' e responsabilita' del
trattamento degli stessi da parte delle amministrazioni competenti.
4. Con regolamento adottato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta delle Autorita' nazionali
per l'intelligenza artificiale, di concerto con il Ministro
dell'interno, sentiti il Ministro dell'economia e delle finanze e il
Garante, sono definite le modalita' di coordinamento tra lo spazio di
sperimentazione di cui all'articolo 57 del regolamento IA e le
attivita' del presente articolo.

Art. 6

Formazione del personale di polizia
1. Le Forze di polizia provvedono ad attivare, presso i rispettivi
istituti di formazione, specifici corsi in materia di intelligenza
artificiale applicata alle attivita' di polizia, secondo modalita'
stabilite da ciascuna amministrazione nell'ambito delle risorse
disponibili a legislazione vigente.
2. I corsi di cui al comma 1 assicurano, in attuazione
dell'articolo 4 del regolamento IA, il conseguimento dei seguenti
risultati formativi minimi:
a) comprensione dei principi di funzionamento e delle
potenzialita' dei sistemi di intelligenza artificiale, con
particolare riferimento alle loro applicazioni nelle attivita' di
polizia;
b) conoscenza dei limiti, dei bias e degli errori dei sistemi di
intelligenza artificiale, con specifica attenzione al riconoscimento
biometrico e all'analisi predittiva;
c) capacita' di interpretazione critica degli output dei sistemi
di intelligenza artificiale e consapevolezza del ruolo della
sorveglianza umana qualificata;
d) consapevolezza delle implicazioni giuridiche, etiche e di
responsabilita' connesse all'utilizzo dei sistemi di intelligenza
artificiale a fini di polizia, con specifico riferimento alla
disciplina di cui al regolamento IA, al regolamento (UE) 2016/679 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, e al decreto
legislativo 18 maggio 2018, n. 51;
e) consapevolezza dei rischi di cybersicurezza connessi
all'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, anche con
riferimento alle indicazioni dell'Agenzia per la cybersicurezza
nazionale.
3. I risultati formativi di cui al comma 2, lettere b), c) ed e),
sono assicurati nell'ambito degli specifici corsi concernenti i
sistemi di IA ad alto rischio in uso nelle attivita' di polizia
ovvero destinati a essere utilizzati nelle medesime attivita'.

Art. 7

Etichettatura, filtraggio e categorizzazione di dati biometrici
nell'attivita' di polizia
1. Nell'ambito delle attivita' di polizia, l'etichettatura, il
filtraggio o la categorizzazione di set di dati biometrici acquisiti
in conformita' alla normativa vigente, ai sensi dell'articolo 5,
paragrafo 1, lettera g), del regolamento IA, sono consentiti a
condizione che:
a) non siano finalizzati a inferire o dedurre le caratteristiche
di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera g), del regolamento IA;
b) siano funzionali ad attivita' di comparazione o ricerca ovvero
ad ulteriori attivita', comunque effettuate conformemente alla
normativa vigente ed esclusivamente per finalita' di polizia;
c) non costituiscano l'unico fondamento di decisioni che
producono effetti giuridici nei confronti di persone fisiche;
d) il titolare del trattamento adotti misure idonee a prevenire
il reimpiego dei dati e dei risultati per finalita' incompatibili con
quelle per cui sono stati raccolti.
2. Il trattamento di dati personali nelle attivita' di cui al comma
1 tiene conto, ai fini dell'adempimento dei connessi obblighi
previsti dal regolamento IA, della classificazione dei sistemi di IA,
avuto riguardo anche agli orientamenti della Commissione europea
sull'attuazione pratica del regolamento IA, ai sensi degli articoli
6, paragrafo 5, e 96, dello stesso regolamento, ed e' svolto nel
rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 18 maggio 2018,
n. 51.

Art. 8

Sistemi di intelligenza artificiale per l'identificazione biometrica
remota in tempo reale per finalita' di prevenzione, nonche' di
ricerca delle persone scomparse e delle vittime di specifici reati
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 359-ter del codice
di procedura penale, introdotto dall'articolo 13 del presente
decreto, l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per
l'identificazione biometrica remota in tempo reale in luoghi pubblici
o aperti al pubblico da parte degli organi, uffici e comandi delle
Forze di polizia e' ammesso per le finalita' di prevenzione di cui
all'articolo 5, paragrafo 1, primo comma, lettera h), punto ii), del
regolamento IA. I sistemi di cui al primo periodo possono essere
utilizzati, altresi', per la ricerca di una persona scomparsa o di
persone specifiche, vittime dei reati di sequestro di persona, tratta
di esseri umani o sfruttamento sessuale, ai sensi dell'articolo 5,
paragrafo 1, primo comma, lettera h), punto i), del regolamento IA.
2. L'utilizzo dei sistemi di IA di cui al comma 1 e' consentito
esclusivamente per confermare l'identita' delle persone di cui al
medesimo comma 1 specificamente interessate ovvero per la ricerca
mirata, anche in modo dinamico e compresa la localizzazione, di
persone specificamente individuate o individuabili in relazione alla
minaccia da prevenire o alla ricerca da eseguire.
3. Il confronto biometrico avviene esclusivamente con una banca
dati di riferimento adeguata per ciascuna delle finalita' di cui al
comma 1, contenente i dati biometrici e le relative informazioni
identificative, ove disponibili, riferiti alle persone, anche non
identificate anagraficamente, di cui al comma 2. La banca dati di cui
al primo periodo puo' essere derivata da dati contenuti in banche
dati in uso alle Forze di polizia o tenute da altre pubbliche
amministrazioni e accessibili alle predette Forze, ovvero da
immagini, filmati o altri elementi biometrici acquisiti legalmente
nell'ambito delle attivita' di polizia. Il contenuto della banca dati
di cui al primo periodo e' formato appositamente per ciascun
utilizzo, con i soli dati biometrici pertinenti alla specifica
finalita', che sono cancellati al termine della validita'
dell'autorizzazione, in modo da garantire che il set di confronto sia
specifico per ciascuna autorizzazione e non sia suscettibile di
alimentazione incrementale rispetto alle autorizzazioni pregresse. E'
in ogni caso vietato l'uso di banche dati biometriche alimentate, in
tutto o in parte, mediante tecniche di scraping non mirato ovvero
costituite in violazione delle disposizioni vigenti in materia di
protezione dei dati personali.
4. L'utilizzo dei sistemi di IA di cui al comma 1 e' subordinato a
una richiesta del questore o del comandante provinciale dell'Arma dei
carabinieri e della Guardia di finanza, ovvero dei responsabili dei
Servizi centrali di cui all'articolo 12 del decreto-legge 13 maggio
1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio
1991, n. 203, al procuratore della Repubblica presso il Tribunale del
capoluogo del distretto nel quale sono emerse le esigenze di
prevenzione ovvero di ricerca, con indicazione della finalita'
perseguita, della durata prevista, dell'area territoriale
interessata, delle persone interessate e ricercate, delle banche dati
di riferimento utilizzate e dei sistemi e delle tecnologie impiegati.
5. L'autorizzazione deve essere concessa con riguardo a uno
specifico evento o per il tempo strettamente necessario, in ogni caso
non superiore a quindici giorni, prorogabili dal procuratore della
Repubblica, con decreto motivato per periodi successivi di quindici
giorni qualora permangano le condizioni di cui al comma 1, nonche'
con riferimento ad una area territoriale delimitata e alla
indicazione delle persone specificamente interessate e ricercate. La
medesima autorizzazione puo' essere concessa, altresi', soltanto
previa effettuazione delle valutazioni di cui all'articolo 5,
paragrafo 2, del regolamento IA.
6. Nei casi d'urgenza, quando vi e' fondato motivo di ritenere che
dal ritardo possa derivare un pregiudizio grave e irreparabile per le
finalita' di cui al comma 1, l'utilizzo del sistema di IA puo' essere
avviato, su disposizione del questore, dei comandanti o dei
responsabili indicati al comma 4, dall'organo di polizia procedente,
previa comunicazione, anche in forma orale, al procuratore della
Repubblica, e a condizione che sia limitato a quanto strettamente
necessario, in ogni caso con delimitazione dell'area interessata e
indicazione delle persone ricercate.
7. Nei casi di cui al comma 6, la richiesta di autorizzazione e'
trasmessa al procuratore della Repubblica senza ritardo e in ogni
caso entro ventiquattro ore dall'inizio delle operazioni. Il
procuratore della Repubblica, ove ritenga sussistenti le condizioni
di cui al medesimo comma 6, provvede nelle successive ventiquattro
ore.
8. Se non sono osservate le condizioni e i termini previsti dai
commi 4, 5, 6 e 7, ovvero in caso di mancata autorizzazione, l'uso
del sistema di intelligenza artificiale oggetto dell'autorizzazione
e' immediatamente interrotto e tutti i dati personali, i risultati e
gli output acquisiti e prodotti sono cancellati, fatti salvi gli
elementi acquisiti legittimamente sotto altra base giuridica conforme
al decreto legislativo n. 51 del 2018. I risultati forniti dai
sistemi di intelligenza artificiale in violazione delle disposizioni
del presente articolo non possono essere utilizzati.
9. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 226, comma 5,
delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice
di procedura penale, di cui all'allegato al decreto legislativo 28
luglio 1989, n. 271.

Art. 9

Valutazione d'impatto sui diritti fondamentali, conservazione delle
registrazioni e notifica dell'utilizzo dei sistemi di intelligenza
artificiale per l'identificazione biometrica remota in tempo reale
1. In conformita' all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento IA,
per l'utilizzo dei sistemi di IA per l'identificazione biometrica
remota in tempo reale per le finalita' di cui all'articolo 8 del
presente decreto o di cui all'articolo 359-ter del codice di
procedura penale, introdotto dall'articolo 13 del presente decreto,
il titolare del trattamento completa in via preventiva una
valutazione di impatto sui diritti fondamentali secondo quanto
previsto dall'articolo 27 dello stesso regolamento IA, ed effettua la
valutazione d'impatto sulla protezione dei dati di cui agli articoli
23 e 24 del decreto legislativo n. 51 del 2018.
2. Ogni utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per
l'identificazione biometrica remota in tempo reale per le finalita'
di cui al comma 1 e' registrato automaticamente in appositi file di
log, non modificabili, comprendenti necessariamente i dati previsti
dall'articolo 12, paragrafo 3, del regolamento IA. I file di log sono
conservati per cinque anni dall'accesso e dall'operazione, e resi
accessibili esclusivamente alle sole autorita' competenti per
finalita' di verifica della liceita' del trattamento, di controllo
interno e nell'ambito di un procedimento penale.
3. Restano fermi i termini di conservazione dei dati personali
previsti, per finalita' di polizia, dall'articolo 10 del regolamento,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 2018, n.
15.
4. Dopo l'utilizzo dei sistemi di cui al comma 1, il titolare del
trattamento effettua notifica al Garante, in conformita' a quanto
previsto dall'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento IA. La
notifica, effettuata previo nulla osta dell'autorita' giudiziaria
competente che puo' differirlo per un periodo non superiore a tre
mesi, rinnovabile per una sola volta, in presenza di specifiche
esigenze di segretezza, contiene le informazioni essenziali
sull'autorizzazione rilasciata e sul risultato conseguito con
l'utilizzo del sistema, e non include dati operativi sensibili. Nel
caso di piu' attivazioni del sistema di IA per l'identificazione
biometrica remota in tempo reale nello stesso contesto operativo
ovvero di piu' utilizzi omogenei del predetto sistema, la notifica di
cui al presente comma puo' essere effettuata in modo periodico e
cumulativo, secondo i termini previsti dal decreto di cui al comma 5,
ferma restando la necessita' del nulla osta preventivo dell'autorita'
giudiziaria nei termini di cui al secondo periodo.
5. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro della giustizia, sentiti il Garante e le Autorita' nazionali
per l'intelligenza artificiale, coerentemente con le norme del
regolamento IA, sono individuati, in relazione all'uso dei sistemi di
IA per l'identificazione biometrica remota in tempo reale per le
finalita' di cui all'articolo 8 del presente decreto o di cui
all'articolo 359-ter del codice di procedura penale, introdotto
dall'articolo 13 del presente decreto:
a) i requisiti tecnici minimi di affidabilita' e accuratezza dei
sistemi di IA per l'identificazione biometrica remota in tempo reale;
b) le modalita' di monitoraggio periodico delle prestazioni dei
sistemi, con particolare riguardo alla rilevazione e alla mitigazione
di eventuali bias o effetti discriminatori;
c) i requisiti tecnici minimi delle banche dati di riferimento
impiegate per il confronto biometrico, anche con riferimento alle
relative misure di sicurezza, ai tempi e alle modalita' di
cancellazione dei dati e alle garanzie di non incrementalita' del set
di confronto per ogni singolo utilizzo autorizzato;
d) le misure tecniche e organizzative necessarie a garantire un
adeguato livello di sicurezza del trattamento;
e) le misure tecniche e organizzative necessarie a impedire
accessi illeciti ai dati;
f) le informazioni che il titolare del trattamento e' tenuto ad
allegare alla richiesta di autorizzazione ai sensi dell'articolo 8
del presente decreto o dell'articolo 359-ter del codice di procedura
penale, introdotto dall'articolo 13 del presente decreto, in ordine
alle caratteristiche tecniche del sistema, ai risultati delle
verifiche di accuratezza e ai meccanismi di gestione degli errori;
g) le modalita' di esecuzione della notifica di cui al comma 4;
h) gli ulteriori adempimenti cui il titolare del trattamento e'
tenuto in conformita' a quanto previsto dal regolamento IA.

Art. 10

Disposizioni in materia di sistemi di videosorveglianza dotati della
tecnologia di riconoscimento facciale a posteriori, integrata
dall'intelligenza artificiale, per il contrasto dei reati
1. In tutti i casi in cui specifiche disposizioni di legge
consentono l'installazione di sistemi di videosorveglianza, tali
sistemi possono essere integrati con componenti di intelligenza
artificiale, nel rispetto della normativa in materia di protezione
dei dati personali e del regolamento IA. Le componenti di
intelligenza artificiale, destinate al riconoscimento facciale, non
possono essere attivate se non nei casi, alle condizioni e con le
modalita' previste dai commi 2 e 3. L'attivazione e' effettuata
successivamente all'acquisizione delle immagini, con un intervallo di
tempo tale da non configurare un'identificazione biometrica remota in
tempo reale ai sensi del regolamento IA.
2. Per procedere al riconoscimento facciale a posteriori, mediante
i sistemi integrati di cui al comma 1 di una persona oggetto di
ricerca mirata in quanto indiziata della commissione di un reato, il
pubblico ministero, su istanza degli ufficiali di polizia giudiziaria
che hanno avviato i predetti sistemi, chiede al giudice per le
indagini preliminari l'autorizzazione all'utilizzo dei medesimi
sistemi senza ritardo e comunque entro quarantotto ore dal loro
avvio. Il giudice, qualora ne ricorrano i presupposti, autorizza
l'utilizzo con decreto motivato entro le successive quarantotto ore.
Se non sono osservati i termini previsti dal primo periodo ovvero in
caso di mancata autorizzazione, l'uso delle tecnologie di
riconoscimento facciale collegato alla richiesta di autorizzazione e'
immediatamente interrotto e tutti i dati personali, i risultati e gli
output acquisiti e prodotti sono cancellati, salvo che costituiscano
corpo del reato.
3. In conformita' all'articolo 26, paragrafo 10, primo comma, del
regolamento IA, l'autorizzazione di cui al comma 2 non e' richiesta
quando le tecnologie di riconoscimento facciale di cui al comma 1
sono utilizzate esclusivamente dopo la commissione di un reato al
solo fine dell'identificazione iniziale di una persona potenzialmente
indiziata della commissione del reato, sulla base di elementi
oggettivi e verificabili direttamente connessi al fatto di reato. Nei
casi di cui al primo periodo, l'utilizzo delle tecnologie e'
effettuato sotto la diretta ed esclusiva responsabilita'
dell'ufficiale di pubblica sicurezza designato dal questore per la
gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica ovvero, fuori da tale
ipotesi, dell'ufficiale di polizia giudiziaria di cui all'articolo
57, comma 1, lettere a) e b), del codice di procedura penale che
procede in relazione al reato. Se non e' osservato quanto previsto
dal presente comma, i risultati ottenuti mediante le tecnologie di
riconoscimento facciale di cui al comma 1 non possono essere
utilizzati e tutti i dati personali, i risultati e gli output
acquisiti o prodotti sono cancellati, salvo che costituiscano corpo
del reato.
4. Sulla base dei criteri di cui al comma 12, lettera a),
l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza previsti dal comma 1, nei
casi ivi contemplati, comporta il trattamento automatizzato, delle
immagini del volto delle persone che accedono a luoghi o a eventi per
i quali sussistono particolari esigenze di ordine e sicurezza
pubblica, senza elaborazione dei relativi dati biometrici. Le
immagini sono memorizzate, a livello locale, nella base dati di
riferimento di cui al comma 12, lettera b). Nella medesima base dati
sono altresi' memorizzati, senza ricorrere a tecnologie di
riconoscimento biometrico, i corrispondenti dati anagrafici e, ove
previsto un posto assegnato, il relativo identificativo, acquisiti
mediante la scansione elettronica dei titoli di accesso.
Successivamente alla commissione di un fatto di reato, l'attivazione
delle tecnologie di riconoscimento facciale comporta l'elaborazione
dei dati biometrici delle immagini presenti nella base dati locale di
cui al primo periodo, cui sono associati i dati memorizzati ai sensi
del secondo periodo, per l'effettuazione del confronto a posteriori
con i dati biometrici estratti dalle immagini del volto della persona
indiziata del reato.
5. Il titolare del trattamento dei dati personali effettuato con
l'utilizzo dei sistemi integrati dalle componenti di IA e dalle
tecnologie di cui al comma 1 e' il Ministero dell'interno -
Dipartimento della pubblica sicurezza.
6. Per i trattamenti di dati personali svolti con i sistemi
integrati di cui al comma 1, il titolare del trattamento di cui al
comma 5 effettua in via preventiva la valutazione d'impatto sulla
protezione dei dati e consulta il Garante ai sensi degli articoli 23
e 24 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51. E' possibile
effettuare un'unica valutazione d'impatto sulla protezione dei dati
valida per tutti i sistemi analoghi.
7. I dati personali trattati con i sistemi integrati ai sensi del
comma 1 sono conservati nella base di dati di riferimento individuata
ai sensi del comma 12, lettera b), per sette giorni dalla raccolta e
sono cancellati automaticamente decorso tale termine.
8. Gli accessi e le operazioni di trattamento sui sistemi di cui al
presente articolo devono essere effettuati esclusivamente dalle
persone autorizzate e registrati automaticamente in appositi file di
log, non modificabili, conformemente a quanto previsto dall'articolo
12, paragrafo 3, del regolamento IA. I file di log sono conservati
per cinque anni dall'accesso e dall'operazione, e resi accessibili
per finalita' di verifica della liceita' del trattamento, di
controllo interno e nell'ambito di un procedimento penale.
9. Restano fermi i termini di conservazione dei dati personali
previsti, per finalita' di polizia, dall'articolo 10 del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 2018, n.
15.
10. Nessuna decisione che produca effetti giuridici negativi sulla
persona cui si riferiscono i dati oggetto del trattamento puo' essere
basata unicamente sui risultati forniti dall'applicazione di
riconoscimento facciale. Si osservano, altresi', le garanzie e i
limiti di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 51 del 2018.
11. I sistemi di cui al comma 1 non possono essere in alcun caso
utilizzati con l'attivazione delle tecnologie di riconoscimento
facciale in modo non mirato, senza alcun collegamento con un reato o
con un procedimento penale, ovvero a fini di controllo e di
identificazione biometrica generalizzati o indiscriminati delle
persone.
12. Con decreto del Ministro dell'interno, sentito il Garante, sono
indicati:
a) i criteri per l'individuazione dei luoghi e degli eventi di
cui al comma 4;
b) le modalita' del trattamento automatizzato delle immagini del
volto, senza elaborazione dei dati biometrici, delle persone che
accedono ai luoghi o agli eventi di cui al comma 4, e della loro
memorizzazione a livello locale, ai sensi del primo e del secondo
periodo del comma anzidetto, in una base dati di riferimento, per
l'elaborazione e il confronto, esclusivamente a posteriori rispetto
alla commissione di un fatto di reato, dei dati biometrici;
c) le misure tecniche e organizzative necessarie a garantire un
adeguato livello di sicurezza del trattamento;
d) gli adempimenti cui il titolare del trattamento e' tenuto in
conformita' a quanto previsto dal regolamento IA.
13. All'installazione e alla manutenzione delle componenti di IA e
delle tecnologie biometriche di cui al comma 1 possono provvedere,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, i gestori dei
luoghi di cui al comma 4, gli organizzatori o promotori degli eventi
di cui al medesimo comma, ovvero chi ha la disponibilita' delle
strutture ove tali eventi si svolgono, in accordo con i proprietari
degli stessi luoghi o strutture, con particolare riferimento agli
enti locali per le rispettive piattaforme di videosorveglianza,
nonche', fermo quanto previsto al comma 5, in relazione ai ruoli
svolti nel trattamento dei dati personali, nel rispetto del decreto
legislativo n. 51 del 2018. Nelle ipotesi di cui al primo periodo, i
predetti sistemi sono concessi in comodato gratuito alla questura,
che ne acquisisce la completa ed esclusiva disponibilita'.
14. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 11

Definizioni
1. Ai fini del presente titolo si applicano le definizioni di cui
all'articolo 3 del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 13 giugno 2024.

Art. 12

Modifiche al codice penale
1. Al codice penale, dopo l'articolo 437 e' inserito il seguente:
«Art. 437-bis (Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi
di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi). -
Chiunque omette di adottare le misure tecniche di sicurezza, previste
per la progettazione, l'addestramento, la produzione, l'immissione
sul mercato di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio,
idonee a prevenire malfunzionamenti o alterazioni del funzionamento
dei sistemi ovvero omette di adottare misure di sorveglianza umana e'
punito con la reclusione da uno a cinque anni, quando da tali
omissioni derivi pericolo per la vita o l'incolumita' pubblica o
individuale. Qualora dal fatto derivi un pericolo per la sicurezza
dello Stato, la pena e' della reclusione da due a otto anni.
Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, al di
fuori dei casi indicati al primo comma, altera sistemi di
intelligenza artificiale ad alto rischio e' punito, qualora dal fatto
derivi un pericolo per la vita o l'incolumita' pubblica o
individuale, con la reclusione da due a sei anni. Qualora dal fatto
derivi un pericolo per la sicurezza dello Stato, la pena e' della
reclusione da tre a dieci anni.
Se taluno dei fatti previsti dal comma primo e' commesso per
colpa grave, la pena e' ridotta da un terzo a un sesto.
L'utilizzatore professionale di sistemi di intelligenza
artificiale ad alto rischio che omette intenzionalmente di adottare
misure di sorveglianza umana e' punito con le pene previste dal primo
comma, primo e secondo periodo, qualora da tale omissione derivi,
rispettivamente, pericolo per la vita o l'incolumita' pubblica o
individuale oppure un pericolo per la sicurezza dello Stato».

Art. 13

Modifiche al codice di procedura penale
1. Al codice di procedura penale, dopo l'articolo 359-bis e'
inserito il seguente:
«Art. 359-ter (Identificazione e localizzazione mediante sistemi
di intelligenza artificiale per l'identificazione biometrica remota
in tempo reale) - 1. Quando occorre confermare l'identificazione di
una persona nei confronti della quale vi sono sufficienti indizi
della commissione di uno dei delitti di cui all'allegato II al
regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 13 giugno 2024, puniti con la pena della reclusione non inferiore
nel massimo a quattro anni, ovvero procedere alla ricerca mirata, ivi
compresa la localizzazione, di una persona indiziata dei medesimi
delitti, puo' essere autorizzato l'impiego di sistemi di intelligenza
artificiale per l'identificazione biometrica remota in tempo reale.
2. Quando occorre procedere alla ricerca di un latitante ai fini
dell'esecuzione di un'ordinanza che dispone una misura cautelare
coercitiva per uno dei delitti indicati al comma 1, ovvero di un
ordine di esecuzione non sospeso che dispone la carcerazione per i
medesimi delitti, puo' essere autorizzata la localizzazione della
persona ricercata tramite identificazione biometrica remota in tempo
reale con l'uso di sistemi di intelligenza artificiale, procedendo al
confronto dei suoi dati biometrici con quelli di individui
memorizzati in una banca dati di riferimento.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, il confronto biometrico
avviene esclusivamente con una banca dati di riferimento adeguata per
ciascuna delle finalita' di cui ai medesimi commi, contenente i dati
biometrici e le relative informazioni identificative, ove
disponibili, riferiti alle persone, anche non identificate, di cui ai
medesimi commi 1 e 2. La banca dati di cui al primo periodo puo'
essere derivata da dati contenuti in banche dati in uso alla polizia
giudiziaria o tenute da altre pubbliche amministrazioni e accessibili
alla stessa o all'autorita' giudiziaria, ovvero da immagini, filmati
o altri elementi biometrici acquisiti legalmente nell'ambito delle
indagini. Il contenuto della banca dati di cui al primo periodo e'
formato appositamente per ciascun utilizzo, con i soli dati
biometrici pertinenti alla specifica finalita', che sono cancellati
al termine della validita' dell'autorizzazione, in modo da garantire
che il set di confronto sia specifico per ciascuna autorizzazione e
non sia suscettibile di alimentazione incrementale rispetto alle
autorizzazioni pregresse. E' in ogni caso vietato l'uso di banche
dati biometriche alimentate, in tutto o in parte, mediante tecniche
di scraping non mirato, ovvero costituite in violazione delle
disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali.
4. Con le stesse modalita' di cui ai commi 1, 2 e 3 puo' essere
autorizzata la ricerca mirata, nell'ambito di un procedimento penale,
di specifiche vittime di sottrazione, tratta di esseri umani o
sfruttamento sessuale di esseri umani.
5. Nei casi di cui ai commi da 1 a 4 il pubblico ministero
richiede l'autorizzazione all'impiego del sistema di intelligenza
artificiale per l'identificazione biometrica remota in tempo reale al
giudice per le indagini preliminari.
6. Il giudice per le indagini preliminari autorizza l'impiego del
sistema di intelligenza artificiale di cui al comma 5 con decreto
motivato. Nel provvedimento di autorizzazione e' delimitata l'area
geografica di applicazione, sono indicate le persone specificamente
ricercate ed e' determinato il tempo strettamente necessario, che non
puo' in ogni caso superare i quindici giorni, prorogabili dal
giudice, con decreto motivato, su richiesta del pubblico ministero,
per periodi successivi di quindici giorni, qualora permangano le
condizioni. L'autorizzazione puo' essere concessa soltanto previa
effettuazione delle valutazioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2,
del regolamento (UE) 2024/1689.
7. Quando ricorrono ragioni di urgenza e vi e' fondato motivo di
ritenere che dal ritardo possa derivare pregiudizio grave e
irreparabile per le finalita' di cui ai commi da 1 a 4, il pubblico
ministero, con provvedimento adottato nel rispetto delle indicazioni
di cui al comma 6, secondo periodo, dispone l'utilizzo del sistema di
intelligenza artificiale per l'identificazione biometrica remota in
tempo reale con decreto motivato. Il decreto e' comunicato
immediatamente e comunque non oltre ventiquattro ore al giudice per
le indagini preliminari, il quale, se ne ricorrono i presupposti,
nelle successive quarantotto ore, convalida il provvedimento e
autorizza la prosecuzione. Negli stessi casi di cui al primo periodo,
se non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il
provvedimento del pubblico ministero, all'attivazione del sistema di
identificazione biometrica remota in tempo reale provvedono gli
ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, senza ritardo e comunque
entro le successive dodici ore, trasmettono la richiesta di
autorizzazione al pubblico ministero, il quale, se ne ricorrono i
presupposti, richiede al giudice la convalida entro ventiquattro ore
dall'avvio del sistema. Il giudice, se ne ricorrono i presupposti,
nelle successive quarantotto ore, convalida il provvedimento e
autorizza la prosecuzione dell'attivita', con le indicazioni di cui
al comma 6.
8. I risultati forniti dai sistemi di intelligenza artificiale
non possono essere utilizzati qualora gli stessi siano stati
impiegati fuori dei casi consentiti dalla legge o qualora non siano
state osservate le disposizioni previste dai commi 6 e 7. In questi
casi, tutti i dati personali, i risultati e gli output acquisiti e
prodotti sono cancellati, salvo che costituiscano corpo del reato.».

Art. 14

Modifica alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del
codice di procedura penale
1. All'articolo 104, comma 1, delle norme di attuazione, di
coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui
all'allegato al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, alla
lettera e-bis), le parole: «del profilo personale» sono sostituite
dalle seguenti: «generati anche con sistemi di intelligenza
artificiale».

Art. 15

Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231
1. Al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo l'articolo
25-undevicies, e' inserito il seguente:
«Art. 25-vicies (Reati commessi con l'uso di sistemi di
intelligenza artificiale). - 1. In relazione al delitto di cui
all'articolo 437-bis del codice penale, si applica all'ente la
sanzione pecuniaria da seicento a mille quote.
2. In relazione al delitto di cui all'articolo 612-quater del
codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da duecento
a settecento quote.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 si applicano all'ente le
sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, lettere b),
c), d) ed e).».

Art. 16

Ambito di applicazione e foro del consumatore
1. Le disposizioni di cui all'articolo 17 si applicano alle azioni
di risarcimento del danno, sia contrattuale sia extracontrattuale,
cagionato nell'utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 18 e 19 si applicano alle
azioni di risarcimento del danno di cui al comma 1 quando il danno
deriva dalla violazione di uno o piu' obblighi previsti dal
regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 13 giugno 2024.
3. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 82 del
regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 aprile 2016, e della normativa nazionale di recepimento della
direttiva (UE) 2024/2853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2024.
4. Nelle azioni di cui ai commi 1 e 2, quando il danneggiato e' una
persona fisica che agisce per scopi estranei all'attivita'
imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale
eventualmente svolta, e' altresi' competente il giudice del luogo in
cui il danneggiato ha la residenza o il domicilio.

Art. 17

Accesso alle prove
1. Nelle azioni di risarcimento del danno di cui all'articolo 16,
comma 1, il giudice, su istanza della parte che allega di avere
subito il danno, ordina all'altra parte o al terzo che ne dispone,
l'esibizione degli elementi di prova specificamente pertinenti
relativi al funzionamento del sistema di intelligenza artificiale,
quando l'istante presenta fatti ed elementi idonei a rendere
verosimile la fondatezza della domanda, anche con riferimento al
collegamento tra il risultato prodotto dal sistema di intelligenza
artificiale e il danno lamentato.
2. Tra gli elementi di prova di cui al comma 1 rientrano:
a) i registri di cui all'articolo 12 del regolamento (UE)
2024/1689;
b) la documentazione relativa al sistema di gestione dei rischi
di cui all'articolo 9 del regolamento (UE) 2024/1689;
c) le informazioni pertinenti contenute nella documentazione
tecnica di cui all'articolo 11 del regolamento (UE) 2024/1689;
d) le informazioni relative ai parametri e alle modalita' di
supervisione umana di cui all'articolo 14 del regolamento (UE)
2024/1689.
3. L'ordine di esibizione e' limitato a quanto necessario e
proporzionato rispetto alla domanda. Il giudice tiene conto degli
interessi di tutte le parti, con particolare riguardo alla tutela dei
segreti commerciali e delle informazioni riservate.
4. Quando l'esecuzione dell'ordine di cui al comma 1 comporta il
rischio di divulgazione di segreti commerciali o di altre
informazioni riservate, il giudice adotta le misure idonee a
garantirne la tutela. Si applica l'articolo 121-ter del codice della
proprieta' industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio
2005, n. 30.
5. Se la parte, senza giustificato motivo, non adempie, anche
parzialmente, all'ordine di esibizione, il giudice puo' desumere
argomenti di prova ai sensi dell'articolo 116 del codice di procedura
civile. Quando l'inadempimento riguarda la documentazione di cui al
comma 2, il giudice, valutato ogni altro elemento di prova, ritiene
come ammessi i fatti allegati dall'istante.
6. Se il terzo, senza giustificato motivo, non adempie, anche
parzialmente, all'ordine di esibizione, il giudice lo condanna a una
pena pecuniaria da euro 1.500 a euro 10.000.

Art. 18

Presunzione del nesso di causalita'
1. Quando il danno deriva dalla violazione di uno o piu' obblighi
previsti dal regolamento (UE) 2024/1689, il nesso di causalita' tra
la violazione e il danno e' presunto, salvo prova contraria.

Art. 19

Rilevanza della conformita' al regolamento (UE) 2024/1689
1. Fermo quanto previsto dalla normativa nazionale di recepimento
della direttiva (UE) 2024/2853, la conformita' del sistema di
intelligenza artificiale agli obblighi previsti dal regolamento (UE)
2024/1689, anche se certificata ai sensi del capo III, sezione 5, del
medesimo regolamento, non esclude di per se' la responsabilita' del
convenuto.

Art. 20

Azione diretta nei confronti dell'impresa di assicurazione
1. Chi intende promuovere l'azione di cui all'articolo 16 puo'
chiedere preventivamente al soggetto a cui ritiene che sia imputabile
il danno se e' assistito da un contratto di assicurazione della
responsabilita' civile relativo al danno medesimo. La richiesta di
cui al primo periodo non costituisce condizione di procedibilita'
della domanda. Il soggetto nei cui confronti e' formulata la
richiesta comunica entro trenta giorni dalla sua ricezione,
l'esistenza di un contratto di assicurazione della responsabilita'
civile relativo al danno dedotto, gli estremi del contratto e la
denominazione dell'impresa di assicurazione. In caso di omessa o
incompleta comunicazione, il giudice puo' desumere argomenti di prova
ai sensi dell'articolo 116 del codice di procedura civile.
2. Il danneggiato ha azione diretta per il risarcimento del danno
nei confronti dell'impresa di assicurazione che presta la copertura
della responsabilita' civile al convenuto, nei limiti delle somme per
le quali e' stipulato il contratto di assicurazione.
3. Sono opponibili al danneggiato le eccezioni derivanti dal
contratto di assicurazione, purche' anteriori al sinistro.
4. L'impresa di assicurazione che effettua il pagamento ha diritto
di rivalsa verso l'assicurato, nella misura in cui avrebbe avuto
titolo contrattuale per rifiutare o ridurre la propria prestazione.
5. Nel giudizio promosso ai sensi del comma 2 e' litisconsorte
necessario il soggetto individuato quale responsabile del danno.
6. L'azione diretta di cui al comma 2 e' soggetta al medesimo
termine di prescrizione dell'azione nei confronti del soggetto
individuato quale responsabile del danno.

Art. 21

Disposizioni transitorie sull'utilizzo dei sistemi di intelligenza
artificiale per l'attivita' di polizia
1. I sistemi di IA che, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, formano oggetto di rapporti contrattuali o sono in fase di
sviluppo o di sperimentazione per finalita' di polizia ovvero sono
gia' in uso nell'attivita' di polizia, sono resi compatibili con le
disposizioni del capo II del titolo I, da ciascuna Forza di polizia
per quanto di rispettiva competenza, entro un anno dalla predetta
data.
2. Per le disposizioni del titolo I la cui applicazione e' prevista
direttamente ovvero dipende dal regolamento IA, si osservano i
termini di entrata in vigore e di compiuta attuazione dello stesso
regolamento.

Art. 22

Clausola di invarianza finanziaria
1. Le amministrazioni interessate provvedono alle attivita'
previste dal presente decreto mediante l'utilizzo delle risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente
e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 9 settembre 2026

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri

Foti, Ministro per gli affari
europei, il PNRR e le politiche di
coesione

Piantedosi, Ministro dell'interno

Nordio, Ministro della giustizia

Tajani, Ministro degli affari
esteri e della cooperazione
internazionale

Crosetto, Ministro della difesa

Giorgetti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Nordio

Note

Art. 1
N O T E

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per gli atti dell'Unione europea vengono forniti gli
estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
dell'Unione Europea (GUUE).

Note alle premesse:
- L'art.76 della Costituzione stabilisce che
l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
- L'art. 87, quinto comma, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
- Si riporta il testo dell'articolo 14 della legge 23
agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina dell'attivita' di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
ministri», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.214 del 12
settembre 1988:
«Art. 14 (Decreti legislativi). - 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'articolo 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e
con l'indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e'
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita' di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo' esercitarla mediante piu' atti
successivi per uno o piu' degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l'esercizio della delega ecceda in due anni, il Governo e'
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e' espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.».
- La legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante: «Norme
generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e
all'attuazione della normativa e delle politiche
dell'Unione europea», e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2013.
- Si riporta il testo dell'articolo 24 della legge 23
settembre 2025, n. 132, recante: «Disposizioni e deleghe al
Governo in materia di intelligenza artificiale», pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025:
«Art. 24 (Deleghe al Governo in materia di
intelligenza artificiale). - 1. Il Governo e' delegato ad
adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, con le procedure di cui all'articolo
31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisiti i pareri
delle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e del Garante per la protezione dei
dati personali, uno o piu' decreti legislativi per
l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE)
2024/1689.
2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1 il
Governo si attiene, oltre che ai principi e criteri
direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge 24
dicembre 2012, n. 234, ai seguenti principi e criteri
direttivi specifici:
a) attribuire alle autorita' di cui all'articolo
20, nei limiti della designazione operata ai sensi del
medesimo articolo 20, tutti i poteri di vigilanza,
ispettivi e sanzionatori previsti dal regolamento (UE)
2024/1689 per la verifica del rispetto delle norme del
regolamento stesso e dalla normativa dell'Unione europea
attuativa del medesimo regolamento;
b) apportare alla normativa vigente, ivi inclusa
quella in materia di servizi bancari, finanziari,
assicurativi e di pagamento, le modifiche, le integrazioni
e le abrogazioni necessarie al corretto e integrale
adeguamento al regolamento (UE) 2024/1689;
c) ricorrere alla disciplina secondaria adottata
dalle autorita' individuate ai sensi dell'articolo 20, ove
opportuno e nel rispetto delle competenze alle stesse
spettanti, nell'ambito e per le finalita' specificamente
previsti dal regolamento (UE) 2024/1689 e dalla normativa
dell'Unione europea attuativa del medesimo regolamento;
d) attribuire alle autorita' di cui all'articolo 20
il potere di imporre le sanzioni e le altre misure
amministrative previste dall'articolo 99 del regolamento
(UE) 2024/1689 per la violazione delle norme del
regolamento stesso e degli atti di attuazione, nel rispetto
dei limiti edittali e delle procedure previsti dal medesimo
articolo 99 e dalle disposizioni nazionali che disciplinano
l'irrogazione delle sanzioni e l'applicazione delle altre
misure amministrative da parte delle autorita' anzidette;
e) previsione di percorsi di alfabetizzazione e
formazione in materia di utilizzo dei sistemi di
intelligenza artificiale;
f) previsione, da parte degli ordini professionali
e delle associazioni di categoria maggiormente
rappresentative, nonche' da parte delle forme aggregative
delle associazioni di cui all'articolo 3 della legge 14
gennaio 2013, n. 4, di percorsi di alfabetizzazione e
formazione, per i professionisti e per gli operatori dello
specifico settore, all'uso dei sistemi di intelligenza
artificiale; previsione della possibilita' di
riconoscimento di un equo compenso modulabile sulla base
delle responsabilita' e dei rischi connessi all'uso dei
sistemi di intelligenza artificiale;
g) potenziamento, all'interno dei curricoli
scolastici, dello sviluppo di competenze scientifiche,
tecnologiche, ingegneristiche e matematiche legate alle
discipline STEM, nonche' artistiche, al fine di promuovere
la scelta da parte delle studentesse e degli studenti,
anche attraverso mirate attivita' di orientamento
personalizzato, di percorsi di formazione superiore
relativi alle menzionate discipline;
h) previsione di un'apposita disciplina per
l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per
l'attivita' di polizia;
i) previsione, nei corsi universitari e delle
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
coreutica (AFAM), nonche' nei percorsi di istruzione
tecnologica superiore offerti dagli istituti tecnologici
superiori (ITS Academy), coerentemente con i rispettivi
profili culturali e professionali, di attivita' formative
per la comprensione tecnica e l'utilizzo consapevole anche
sotto il profilo giuridico delle tecnologie, anche con
riferimento ai sistemi di intelligenza artificiale come
definiti dalla disciplina europea, nonche' per la corretta
interpretazione della produzione di tali sistemi in termini
di previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni;
l) valorizzazione delle attivita' di ricerca e di
trasferimento tecnologico in materia di intelligenza
artificiale svolte da universita', istituzioni AFAM, ITS
Academy ed enti pubblici di ricerca, mediante disposizioni
finalizzate al perseguimento dei seguenti obiettivi:
1) agevolare il coinvolgimento del sistema
dell'universita' e della ricerca nella promozione, nella
realizzazione e nell'utilizzo di spazi di sperimentazione
normativa in collaborazione con il mondo produttivo;
2) incentivare le attivita' di supporto e
semplificare gli strumenti di collaborazione tra il sistema
dell'universita' e della ricerca e degli ITS Academy e le
Autorita' nazionali di cui all'articolo 20;
m) definizione dei poteri di vigilanza
dell'autorita' di vigilanza del mercato che conferiscano
all'autorita' i poteri di imporre ai fornitori e ai
potenziali fornitori di trasmettere informazioni, di
effettuare ispezioni a distanza o in loco, anche senza
preavviso, e di svolgere controlli sulla conduzione delle
prove in condizioni reali e sui relativi sistemi di
intelligenza artificiale ad alto rischio;
n) adeguamento del quadro sanzionatorio, anche in
deroga ai criteri e ai limiti previsti dall'articolo 32,
comma 1, lettera d), della legge 24 dicembre 2012, n. 234,
e alla legge 24 novembre 1981, n. 689, ivi compresa la
definizione delle misure di esecuzione applicabili ai sensi
del regolamento (UE) 2024/1689, nonche' del procedimento
applicabile per l'irrogazione delle sanzioni o
l'applicazione delle misure di esecuzione, anche in
coerenza con quanto previsto dall'articolo 17, comma
4-quater, del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021,
n. 109.
3. Il Governo e' altresi' delegato ad adottare, entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o piu' decreti legislativi per adeguare e
specificare la disciplina dei casi di realizzazione e di
impiego illeciti di sistemi di intelligenza artificiale.
4. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma
3 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio
dei ministri e del Ministro della giustizia, di concerto
con il Ministro dell'interno, e sono successivamente
trasmessi alle Camere per l'espressione del parere delle
Commissioni parlamentari competenti. Decorsi sessanta
giorni dalla data della trasmissione, i decreti possono
essere emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto
termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti alla
scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega
o successivamente, quest'ultimo e' prorogato di sessanta
giorni.
5. Nell'esercizio della delega di cui al comma 3, il
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) previsione di strumenti, anche cautelari,
finalizzati a inibire la diffusione e a rimuovere contenuti
generati illecitamente anche con sistemi di intelligenza
artificiale, assistiti da un sistema di sanzioni effettive,
proporzionate e dissuasive;
b) introduzione di autonome fattispecie di reato,
punite a titolo di dolo o di colpa, incentrate sull'omessa
adozione o sull'omesso adeguamento di misure di sicurezza
per la produzione, la messa in circolazione e l'utilizzo
professionale di sistemi di intelligenza artificiale,
quando da tali omissioni deriva pericolo concreto per la
vita o l'incolumita' pubblica o individuale o per la
sicurezza dello Stato;
c) precisazione dei criteri di imputazione della
responsabilita' penale delle persone fisiche e
amministrativa degli enti per gli illeciti inerenti a
sistemi di intelligenza artificiale, che tenga conto del
livello effettivo di controllo dei sistemi predetti da
parte dell'agente;
d) nei casi di responsabilita' civile, previsione
di strumenti di tutela del danneggiato, anche attraverso
una specifica regolamentazione dei criteri di ripartizione
dell'onere della prova, tenuto conto della classificazione
dei sistemi di intelligenza artificiale e dei relativi
obblighi come individuati dal regolamento (UE) 2024/1689;
e) regolazione dell'utilizzo dei sistemi di
intelligenza artificiale nelle indagini preliminari, nel
rispetto delle garanzie inerenti al diritto di difesa e ai
dati personali dei terzi, nonche' dei principi di
proporzionalita', non discriminazione e trasparenza;
f) modifica, a fini di coordinamento e di
razionalizzazione del sistema, della normativa sostanziale
e processuale vigente, in conformita' ai principi e ai
criteri enunciati nelle lettere a), b), c), d) ed e).
5-bis. Per l'adozione delle misure relative
all'attuazione del criterio di cui al comma 2, lettera e),
puo' provvedersi nel limite complessivo di 100 milioni di
euro a valere sulle risorse del programma nazionale «PN
scuola 2021 - 2027».
6. Fermo restando quanto previsto al comma 5-bis,
dall'attuazione del presente articolo non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
amministrazioni competenti provvedono ai relativi
adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente.».
- Il regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante: «Regole
armonizzate sull'intelligenza artificiale e modifica i
regolamenti (CE) n. 300/2008, (UE) n. 167/2013, (UE) n.
168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e
le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828» e'
pubblicato nella GUUE 12 luglio 2024, Serie L.
- Il regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, recante norme
in materia di «Protezione delle persone fisiche con
riguardo al trattamento dei dati personali, nonche' alla
libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva
95/46/CE» e' pubblicato nella GUUE 4 maggio 2016, n. L 119.
- La direttiva (UE) n. 2016/680 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 27 aprile 2016, recante norme in
materia di «Protezione delle persone fisiche con riguardo
al trattamento dei dati personali da parte delle autorita'
competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e
perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali,
nonche' alla libera circolazione di tali dati e che abroga
la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio», e'
pubblicata nella GUUE 4 maggio 2016, n. L 119.
- La direttiva (UE) 2024/2853 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 23 ottobre 2024, recante norme in
materia di «Responsabilita' per danno da prodotti
difettosi, che abroga la direttiva 85/374/CEE del
Consiglio», e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Unione
Europea 18 novembre 2024, Serie L.
- Il Regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, recante:
«Approvazione del testo definitivo del codice penale» e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 26 ottobre
1930.
- Si riporta il testo dell'articolo 116 del Regio
decreto 28 ottobre 1940, n. 1443, recante: «Codice di
procedura civile», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
253 del 28 ottobre 1940:
«Art. 116 (Valutazione delle prove). - Il giudice
deve valutare le prove secondo il suo prudente
apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti.
Il giudice puo' desumere argomenti di prova dalle
risposte che le parti gli danno [c.p.c. 229] a norma
dell'articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a
consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in
generale, dal contegno delle parti stesse nel processo.».
- Si riporta il testo degli articoli 2050 e 2051 del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 262, recante: «Approvazione
del testo del Codice civile», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 79 del 4 aprile 1942:
«Art. 2050 (Responsabilita' per l'esercizio di
attivita' pericolose). - Chiunque cagiona danno ad altri
nello svolgimento di un'attivita' pericolosa, per sua
natura o per la natura dei mezzi adoperati, e' tenuto al
risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le
misure idonee a evitare il danno.»
«Art. 2051 (Danno cagionato da cosa in custodia). -
Ciascuno e' responsabile del danno cagionato dalle cose che
ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.».
- La legge 23 aprile 1959, n. 189, recante:
«Ordinamento del Corpo della guardia di finanza» e'
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 24 aprile
1959.
- La legge 1° aprile 1981, n. 121, recante: «Nuovo
ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza»
e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 10 aprile
1981.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 22
settembre 1988, n. 447, recante: «Approvazione del codice
di procedura penale» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 250 del 24 ottobre 1988.
- Il decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271,
recante: «Norme di attuazione, di coordinamento e
transitorie del codice di procedura penale» e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 1989.
- Il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, recante:
«Adeguamento dei compiti del Corpo della Guardia di
finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000,
n. 78» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26
marzo 2001.
- Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,
recante: «Disciplina della responsabilita' amministrativa
delle persone giuridiche, delle societa' e delle
associazioni anche prive di personalita' giuridica, a norma
dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300» e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno
2001.
- Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
recante: «Codice in materia di protezione dei dati
personali, recante disposizioni per l'adeguamento
dell'ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,
relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo
al trattamento dei dati personali, nonche' alla libera
circolazione di tali dati e che abroga la direttiva
95/46/CE» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale , n. 174
del 29 luglio 2003.
- Il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante:
«Codice dell'ordinamento militare», e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 106 del 8 maggio 2010.
- Il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177,
recante: «Disposizioni in materia di razionalizzazione
delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo
forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1,
lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia
di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche» e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12 settembre
2016.
- Il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51,
recante: «Attuazione della direttiva (UE) 2016/680 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,
relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo
al trattamento dei dati personali da parte delle autorita'
competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e
perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali,
nonche' alla libera circolazione di tali dati e che abroga
la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio» e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio
2018.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio
1999, n. 34, recante: «Regolamento recante norme per la
determinazione della struttura ordinativa del Corpo della
Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 27, commi 3 e 4,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449», e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 44 del 23 febbraio 1999.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio
2018, n. 15, recante «Regolamento a norma dell'articolo 57
del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante
l'individuazione delle modalita' di attuazione dei principi
del Codice in materia di protezione dei dati personali
relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le
finalita' di polizia, da organi, uffici e comandi di
polizia», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del
14 marzo 2018.
- Si riporta il testo dell'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante «Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le
materie ed i compiti di interesse comune delle regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
ed autonomie locali», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 202 del 30 agosto 1997:
«Art. 8 (Conferenza unificata). - 1. La Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali e' unificata per le
materie ed i compiti di interesse comune delle regioni,
delle province, dei comuni e delle comunita' montane, con
la Conferenza Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione
nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente
dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente
dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque
rappresentano le citta' individuate dall'articolo 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e'
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal
Ministro dell'interno.».

Note all'art. 1:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689 si
vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'articolo 3 della citata
legge 23 settembre 2025, n. 132:
«Art. 3 (Principi generali). - 1. La ricerca, la
sperimentazione, lo sviluppo, l'adozione, l'applicazione e
l'utilizzo di sistemi e di modelli di intelligenza
artificiale per finalita' generali avvengono nel rispetto
dei diritti fondamentali e delle liberta' previste dalla
Costituzione, del diritto dell'Unione europea e dei
principi di trasparenza, proporzionalita', sicurezza,
protezione dei dati personali, riservatezza, accuratezza,
non discriminazione, parita' dei sessi e sostenibilita'.
2. Lo sviluppo di sistemi e di modelli di
intelligenza artificiale per finalita' generali avviene su
dati e tramite processi di cui devono essere garantite e
vigilate la correttezza, l'attendibilita', la sicurezza, la
qualita', l'appropriatezza e la trasparenza, secondo il
principio di proporzionalita' in relazione ai settori nei
quali sono utilizzati.
3. I sistemi e i modelli di intelligenza artificiale
per finalita' generali devono essere sviluppati e applicati
nel rispetto dell'autonomia e del potere decisionale
dell'uomo, della prevenzione del danno, della
conoscibilita', della trasparenza, della spiegabilita' e
dei principi di cui al comma 1, assicurando la sorveglianza
e l'intervento umano.
4. L'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale
non deve pregiudicare lo svolgimento con metodo democratico
della vita istituzionale e politica e l'esercizio delle
competenze e funzioni delle istituzioni territoriali sulla
base dei principi di autonomia e sussidiarieta' e non deve
altresi' pregiudicare la liberta' del dibattito democratico
da interferenze illecite, da chiunque provocate, tutelando
gli interessi della sovranita' dello Stato nonche' i
diritti fondamentali di ogni cittadino riconosciuti dagli
ordinamenti nazionale ed europeo.
5. La presente legge non produce nuovi obblighi
rispetto a quelli previsti dal regolamento (UE) 2024/1689
per i sistemi di intelligenza artificiale e per i modelli
di intelligenza artificiale per finalita' generali.
6. Al fine di garantire il rispetto dei diritti e dei
principi di cui al presente articolo deve essere
assicurata, quale precondizione essenziale, la
cybersicurezza lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi e
dei modelli di intelligenza artificiale per finalita'
generali, secondo un approccio proporzionale e basato sul
rischio, nonche' l'adozione di specifici controlli di
sicurezza, anche al fine di assicurarne la resilienza
contro tentativi di alterarne l'utilizzo, il comportamento
previsto, le prestazioni o le impostazioni di sicurezza.
7. La presente legge garantisce alle persone con
disabilita' il pieno accesso ai sistemi di intelligenza
artificiale e alle relative funzionalita' o estensioni, su
base di uguaglianza e senza alcuna forma di discriminazione
e di pregiudizio, in conformita' alle disposizioni della
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilita', fatta a New York il 13 dicembre 2006,
ratificata e resa esecutiva in Italia ai sensi della legge
3 marzo 2009, n. 18.».
Art. 2
Note all'art. 2:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689 si
vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo degli articoli 2 e 20 della
citata legge 23 settembre 2025, n. 132:
«Art. 2 (Definizioni). - 1. Ai fini della presente
legge, si intendono per:
a) sistema di intelligenza artificiale: il sistema
definito dall'articolo 3, punto 1), del regolamento (UE)
2024/1689;
b) dato: qualsiasi rappresentazione digitale di
atti, fatti o informazioni e qualsiasi raccolta di tali
atti, fatti o informazioni, anche sotto forma di
registrazione sonora, visiva o audiovisiva;
c) modelli di intelligenza artificiale: i modelli
definiti dall'articolo 3, punto 63), del regolamento (UE)
2024/1689.
2. Per quanto non espressamente previsto, si rimanda
alle definizioni di cui al regolamento (UE) 2024/1689.»
«Art. 20 (Autorita' nazionali per l'intelligenza
artificiale). - 1. Al fine di garantire l'applicazione e
l'attuazione della normativa nazionale e dell'Unione
europea in materia di intelligenza artificiale, l'Agenzia
per l'Italia digitale (AgID) e l'Agenzia per la
cybersicurezza nazionale (ACN) sono designate quali
Autorita' nazionali per l'intelligenza artificiale, ferma
restando l'attribuzione alla Banca d'Italia, alla CONSOB e
all'IVASS del ruolo di autorita' di vigilanza del mercato
ai sensi e secondo quanto previsto dall'articolo 74,
paragrafo 6, del regolamento (UE) 2024/1689.
Conseguentemente, nel rispetto dei principi di cui alla
presente legge e ferme restando le funzioni gia'
rispettivamente attribuite:
a) l'AgID e' responsabile di promuovere
l'innovazione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale,
fatto salvo quanto previsto dalla lettera b). L'AgID
provvede altresi' a definire le procedure e a esercitare le
funzioni e i compiti in materia di notifica, valutazione,
accreditamento e monitoraggio dei soggetti incaricati di
verificare la conformita' dei sistemi di intelligenza
artificiale, secondo quanto previsto dalla normativa
nazionale e dell'Unione europea;
b) l'ACN, anche ai fini di assicurare la tutela
della cybersicurezza, come definita dall'articolo 1, comma
1, del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021, n. 109, e'
responsabile per la vigilanza, ivi incluse le attivita'
ispettive e sanzionatorie, dei sistemi di intelligenza
artificiale, secondo quanto previsto dalla normativa
nazionale e dell'Unione europea. L'ACN e' altresi'
responsabile per la promozione e lo sviluppo
dell'intelligenza artificiale relativamente ai profili di
cybersicurezza;
c) l'AgID e l'ACN, ciascuna per quanto di
rispettiva competenza, assicurano l'istituzione e la
gestione congiunta di spazi di sperimentazione finalizzati
alla realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale
conformi alla normativa nazionale e dell'Unione europea,
sentiti il Ministero della difesa per gli aspetti relativi
ai sistemi di intelligenza artificiale impiegabili in
chiave duale e il Ministero della giustizia per i modelli e
i sistemi di intelligenza artificiale applicabili
all'attivita' giudiziaria. Resta fermo quanto previsto
dall'articolo 36, commi da 2-bis a 2-novies, del
decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, per
quanto concerne la sperimentazione di sistemi di
intelligenza artificiale destinati ad essere immessi sul
mercato, messi in servizio o usati da istituti finanziari.
2. Ferma restando l'attribuzione alla Banca d'Italia,
alla CONSOB e all'IVASS del ruolo di autorita' di vigilanza
del mercato ai sensi e secondo quanto previsto
dall'articolo 74, paragrafo 6, del regolamento (UE)
2024/1689, l'AgID e' designata quale autorita' di notifica
ai sensi dell'articolo 70 del medesimo regolamento e l'ACN
e' designata quale autorita' di vigilanza del mercato e
punto di contatto unico con le istituzioni dell'Unione
europea ai sensi del medesimo articolo 70.
3. Le Autorita' nazionali per l'intelligenza
artificiale di cui al comma 1 assicurano il coordinamento e
la collaborazione con le altre pubbliche amministrazioni e
le autorita' indipendenti, nonche' ogni opportuno raccordo
tra loro per l'esercizio delle funzioni di cui al presente
articolo. A quest'ultimo fine, presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri e' istituito un Comitato di
coordinamento, composto dai direttori generali delle due
citate Agenzie e dal capo del Dipartimento per la
trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei
ministri medesima. Al suddetto Comitato partecipano, quando
si trattano questioni di rispettiva competenza,
rappresentanti di vertice della Banca d'Italia, della
CONSOB e dell'IVASS. Ai componenti del Comitato non
spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o
altri emolumenti comunque denominati.
4. Restano fermi le competenze, i compiti e i poteri
del Garante per la protezione dei dati personali e
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, quale
Coordinatore dei Servizi Digitali ai sensi dell'articolo 15
del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito,
con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159.
5. All'articolo 8, comma 2, primo periodo, del
decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021, n. 109, dopo le
parole: «Presidenza del Consiglio dei ministri» sono
aggiunte le seguenti: "nonche' dell'Agenzia per l'Italia
digitale (AgID".».
- Per i riferimenti al decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, si vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'articolo 16 della citata
legge 1° aprile 1981, n. 121:
«Art. 16 (Forze di polizia). - Ai fini della tutela
dell'ordine e della sicurezza pubblica, oltre alla polizia
di Stato sono forze di polizia, fermi restando i rispettivi
ordinamenti e dipendenze:
a) l'Arma dei carabinieri, quale forza armata in
servizio permanente di pubblica sicurezza;
b) il Corpo della guardia di finanza, per il
concorso al mantenimento dell'ordine e della sicurezza
pubblica.
Fatte salve le rispettive attribuzioni e le normative
dei vigenti ordinamenti, sono altresi' forze di polizia e
possono essere chiamati a concorrere nell'espletamento di
servizi di ordine e sicurezza pubblica il Corpo degli
agenti di custodia e il Corpo forestale dello Stato.
Le forze di polizia possono essere utilizzate anche
per il servizio di pubblico soccorso».
Art. 3
Note all'art. 3:
- Per il testo dell'articolo 3 della legge 23 settembre
2025, n. 132, si vedano le note all'articolo 1.
- Per i riferimenti al decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, si vedano le note alle premesse.
Art. 4
Note all'art. 4:
- Il decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30,
recante «Codice della proprieta' industriale, a norma
dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273» e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2005.
- Si riporta il testo dell'articolo 64 del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,
recante: «Riordinamento della docenza universitaria,
relativa fascia di formazione nonche' sperimentazione
organizzativa e didattica», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 209 del 31 luglio 1980:
«Art. 64 (Comitato per l'Anagrafe nazionale delle
ricerche). - All'Anagrafe nazionale delle ricerche
affluiranno tutte le notizie relative alle ricerche
comunque finanziate, in tutto o in parte, con fondi a
carico del bilancio dello Stato o di bilanci di enti
pubblici. Sono fatte salve le disposizioni relative alla
protezione dei segreti.
Le amministrazioni, gli istituti e gli enti pubblici
e privati che svolgono attivita' di ricerca scientifica e
tecnologica per poter accedere ai finanziamenti pubblici
devono essere iscritti in apposito schedario a cura
dell'anagrafe nazionale delle ricerche.
Le amministrazioni e gli enti erogatori sono tenuti a
comunicare all'Anagrafe nazionale i finanziamenti concessi
per l'attivita' di ricerca.
Le Universita', le facolta', i dipartimenti, gli
istituti, il Consiglio nazionale delle ricerche e le altre
amministrazioni ed enti interessati potranno accedere ai
dati dell'Anagrafe nazionale delle ricerche.
All'Anagrafe sovrintendente un comitato cosi'
composto:
1) il Ministro della pubblica istruzione o un suo
delegato;
2) il Ministro per il coordinamento della ricerca
scientifica e tecnologica o un suo delegato;
3) un rappresentante del Ministro della sanita';
4) un rappresentante del Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato;
5) un rappresentante del Ministro dell'agricoltura;
6) un rappresentante del Ministro per i beni
culturali e ambientali;
7) un rappresentante del Consiglio nazionale delle
ricerche;
8) due rappresentanti degli enti ed istituti
pubblici di ricerca designati dal Ministro incaricato del
coordinamento della ricerca scientifica e tecnologica;
9) due rappresentanti eletti dai rettori delle
Universita';
10) due rappresentanti eletti dal Consiglio
universitario nazionale;
11) il dirigente generale dell'istruzione
universitaria o un suo delegato.
Le funzioni di segretario sono svolte da un
funzionario del Ministero della pubblica istruzione con
qualifica non inferiore a primo dirigente.
Il comitato si avvarra' per i supporti tecnici e
amministrativi dei mezzi a disposizione del Ministero della
pubblica istruzione e del relativo personale.».
- Per i riferimenti al decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, si vedano le note alle premesse.
Art. 5
Note all'art. 5:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti al decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, si vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'articolo 17 della citata
legge 23 agosto 1988, n. 400:


«Art.17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di
Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla
richiesta, possono essere emanati regolamenti per
disciplinare:
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi nonche' dei regolamenti comunitari;
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte
di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e).
2. Con decreto del Presidente della Repubblica,
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l'esercizio della potesta' regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita' sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu'
ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
dei ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l'amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita' eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell'organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita'
dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali
generali.
4-ter. Con regolamenti da emanare ai sensi del comma
1 del presente articolo, si provvede al periodico riordino
delle disposizioni regolamentari vigenti, alla ricognizione
di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita e
all'espressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la
loro funzione o sono prive di effettivo contenuto normativo
o sono comunque obsolete.».
Art. 6
Note all'art. 6:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689 si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti al regolamento (UE) n. 2016/679 si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti al decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, si vedano le note alle premesse.
Art. 7
Note all'art. 7:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689 si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti al decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, vedasi le note alle premesse.
Art. 8
Note all'art. 8:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689 si
vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'articolo 12 del
decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, recante
«Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalita'
organizzata e di trasparenza e buon andamento
dell'attivita' amministrativa», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 110 del 13 maggio 1991, e convertito in legge,
con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio
1991.
«Art.12. 1. Per assicurare il collegamento delle
attivita' investigative relative a delitti di criminalita'
organizzata, le amministrazioni interessate provvedono a
costituire servizi centrali e interprovinciali della
Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo
della guardia di finanza.
2. In determinate regioni e per particolari esigenze,
i servizi previsti dal comma 1 possono essere costituiti in
servizi interforze. Alla costituzione e alla organizzazione
dei servizi interforze provvede con decreto il Ministro
dell'interno, di concerto con i Ministri di grazia e
giustizia, della difesa e delle finanze, assicurando la
pari valorizzazione delle forze di polizia che vi
partecipano.
3. A fini informativi, investigativi e operativi, i
servizi indicati nei commi 1 e 2 si coordinano fra loro,
nonche', se necessario, con gli altri organi o servizi di
polizia giudiziaria previsti dalla legge e con gli organi
di polizia esteri eventualmente interessati.
4. Quando procede a indagini per delitti di
criminalita' organizzata, il pubblico ministero si avvale
di regola, congiuntamente, dei servizi di polizia
giudiziaria della Polizia di Stato, dell'Arma dei
carabinieri e, se richiesto dalla specificita' degli
accertamenti, del Corpo della guardia di finanza, ai quali,
a norma dei commi 1 e 2, e' attribuito il compito di
svolgere indagini relative a tali delitti.
5. Il pubblico ministero impartisce le opportune
direttive per l'effettivo coordinamento investigativo e
operativo tra i diversi organismi di polizia giudiziaria.
6.
7.
8. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, il
Ministro dell'interno emana direttive per la realizzazione
a livello provinciale, nell'ambito delle potesta'
attribuite al prefetto a norma del comma 6, di piani
coordinati di controllo del territorio da attuarsi a cura
dei competenti uffici della Polizia di Stato e dei comandi
provinciali dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di
finanza, ai quali possono partecipare, previa richiesta al
sindaco, contingenti dei corpi o servizi di polizia
municipale.».
- Per i riferimenti al decreto legislativo 18 maggio
2018, n. 51, vedasi le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'articolo 226 del citato
decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271:
«Art. 226 (Intercettazione e controlli preventivi
sulle comunicazioni). - 1. Il Ministro dell'interno o, su
sua delega, i responsabili dei Servizi centrali di cui
all'articolo 12 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991,
n. 203, nonche' il questore o il comandante provinciale dei
Carabinieri e della Guardia di finanza, richiedono al
procuratore della Repubblica presso il tribunale del
capoluogo del distretto in cui si trova il soggetto da
sottoporre a controllo ovvero, nel caso non sia
determinabile, del distretto in cui sono emerse le esigenze
di prevenzione, l'autorizzazione all'intercettazione di
comunicazioni o conversazioni, anche per via telematica,
nonche' all'intercettazione di comunicazioni o conversioni
tra presenti anche se queste avvengono nei luoghi indicati
dall'articolo 614 del codice penale quando sia necessario
per l'acquisizione di notizie concernenti la prevenzione di
delitti di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4
e 51, comma 3-bis dal codice, nonche' di quelli di cui
all'articolo 51, comma 3-quater, del codice, commessi
mediante l'impiego di tecnologie informatiche o
telematiche. Il Ministro dell'interno puo' altresi'
delegare il Direttore della Direzione investigativa
antimafia limitatamente ai delitti di cui all'articolo 51,
comma 3-bis del codice.
2. Il procuratore della Repubblica, qualora vi siano
elementi investigativi che giustifichino l'attivita' di
prevenzione e lo ritenga necessario, autorizza
l'intercettazione per la durata massima di giorni quaranta,
prorogabile per periodi successivi di giorni venti ove
permangano i presupposti di legge. L'autorizzazione alla
prosecuzione delle operazioni e' data dal pubblico
ministero con decreto motivato, nel quale deve essere dato
chiaramente atto dei motivi che rendono necessaria la
prosecuzione delle operazioni.
3. Delle operazioni svolte e dei contenuti
intercettati e' redatto verbale sintetico che, unitamente
ai supporti utilizzati, e' depositato presso il procuratore
che ha autorizzato le attivita' entro cinque giorni dal
termine delle stesse. Il predetto termine e' di dieci
giorni se sussistono esigenze di traduzione delle
comunicazioni o conversazioni. Il procuratore, verificata
la conformita' delle attivita' compiute all'autorizzazione,
dispone l'immediata distribuzione dei supporti e dei
verbali.
3-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 3, il
procuratore puo' autorizzare, per un periodo non superiore
a ventiquattro mesi, la conservazione dei dati acquisiti,
anche relativi al traffico telematico, esclusi comunque i
contenuti delle comunicazioni, quando gli stessi sono
indispensabili per la prosecuzione dell'attivita'
finalizzata alla prevenzione di delitti di cui al comma 1.
4. Con le modalita' e nei casi di cui ai commi 1 e 3,
puo' essere autorizzato il tracciamento delle comunicazioni
telefoniche e telematiche, nonche' l'acquisizione dei dati
esterni relativi alle comunicazioni telefoniche e
telematiche intercorse e l'acquisizione di ogni altra
informazione utile in possesso degli operatori di
telecomunicazioni.
5. In ogni caso gli elementi acquisiti attraverso le
attivita' preventive non possono essere utilizzati nel
procedimento penale, fatti salvi i fini investigativi. In
ogni caso le attivita' di intercettazione preventiva di cui
ai commi precedenti, e le notizie acquisite a seguito delle
attivita' medesime, non possono essere menzionate in atti
di indagine ne' costituire oggetto di deposizione ne'
essere altrimenti divulgate.».
Art. 9
Note all'art. 9:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689 si
vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo degli articoli 23 e 24 del citato
decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51:
«Art. 23 (Valutazione d'impatto sulla protezione dei
dati). - 1. Se il trattamento, per l'uso di nuove
tecnologie e per la sua natura, per l'ambito di
applicazione, per il contesto e per le finalita', presenta
un rischio elevato per i diritti e le liberta' delle
persone fisiche, il titolare del trattamento, prima di
procedere al trattamento, effettua una valutazione del suo
impatto sulla protezione dei dati personali.
2. La valutazione di cui al comma 1 contiene una
descrizione generale dei trattamenti previsti, una
valutazione dei rischi per i diritti e le liberta' degli
interessati, le misure previste per affrontare tali rischi,
le garanzie, le misure di sicurezza e i meccanismi per
garantire la protezione dei dati personali e il rispetto
delle norme del presente decreto.»
«Art. 24 (Consultazione preventiva del Garante). -
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 37, comma 6, il
titolare del trattamento o il responsabile del trattamento
consultano il Garante prima del trattamento di dati
personali che figureranno in un nuovo archivio di prossima
creazione se:
a) una valutazione d'impatto sulla protezione dei
dati di cui all'articolo 23 indica che il trattamento
presenterebbe un rischio elevato in assenza di misure
adottate dal titolare del trattamento per attenuare il
rischio; oppure
b) il tipo di trattamento presenta un rischio
elevato per i diritti e le liberta' degli interessati anche
in ragione dell'utilizzo di tecnologie, procedure o
meccanismi nuovi ovvero di dati genetici o biometrici.
2. Il Garante e' consultato nel corso dell'esame di
un progetto di legge o di uno schema di decreto legislativo
ovvero di uno schema di regolamento o decreto non avente
carattere regolamentare, suscettibile di rilevare ai fini
della garanzia del diritto alla protezione dei dati
personali.
3. Il Garante puo' stabilire un elenco di trattamenti
soggetti a consultazione preventiva ai sensi del comma 1.
4. Il titolare del trattamento trasmette al Garante
la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati di cui
all'articolo 23 e, su richiesta, ogni altra informazione,
al fine di consentire a detta autorita' di effettuare una
valutazione della conformita' del trattamento, dei rischi
per la protezione dei dati personali dell'interessato e
delle relative garanzie.
5. Ove ritenga che il trattamento di cui al comma 1
violi le disposizioni del presente decreto, il Garante
fornisce, entro un termine di sei settimane dal ricevimento
della richiesta di consultazione, un parere per iscritto al
titolare del trattamento e, se esistente, al responsabile
del trattamento. Il Garante si avvale dei poteri di cui
all'articolo 37, comma 3.
6. Il termine di cui al comma 5 puo' essere prorogato
di un mese nel caso di trattamento complesso. Il Garante
informa della proroga e dei motivi del ritardo il titolare
del trattamento e, se esistente, il responsabile del
trattamento, entro un mese dal ricevimento della richiesta
di consultazione.».
- Si riporta il testo dell'articolo 10 del citato
decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 2018, n.
15:
«Art. 10 (Termini di conservazione dei dati). - 1. I
dati personali oggetto di trattamento sono conservati per
un periodo di tempo non superiore a quello necessario per
il conseguimento delle finalita' di polizia di cui
all'articolo 3.
2. I dati personali soggetti a trattamento
automatizzato, trascorsa la meta' del tempo massimo di
conservazione di cui al comma 3, se uguale o superiore a
quindici anni, sono accessibili ai soli operatori a cio'
abilitati e designati, incaricati del trattamento secondo
profili di autorizzazione predefiniti in base alle
indicazioni del capo dell'ufficio o del comandante del
reparto e in relazione a specifiche attivita' informative,
di sicurezza o di indagine di polizia giudiziaria.
3. Fatto salvo quanto previsto dai commi 6 e 7, i
dati personali non possono essere conservati oltre il
termine massimo fissato come segue:
a) dati relativi a provvedimenti di natura
interdittiva, di sicurezza e cautelare, nonche' a misure
restrittive della liberta' personale conseguenti ad una
sentenza di condanna - 20 anni dalla cessazione della loro
efficacia;
b) dati relativi a misure di prevenzione di
carattere personale e patrimoniale - 25 anni dalla
cessazione della loro efficacia;
c) dati relativi a procedimenti, misure e
provvedimenti su cui interviene una procedura di
annullamento, invalidazione o revoca - 3 anni dalla data di
inoppugnabilita' del provvedimento di annullamento,
invalidazione o revoca;
d) dati relativi a provvedimenti che dichiarano
l'estinzione della pena o del reato - 8 anni
dall'inoppugnabilita' del provvedimento;
e) dati derivanti da attivita' informativa e
ispettiva svolta per le finalita' di cui all'articolo 3 -
15 anni dall'ultimo trattamento;
f) dati relativi ad attivita' di polizia
giudiziaria conclusa con provvedimento di archiviazione -
20 anni dall'emissione del provvedimento;
g) dati relativi ad attivita' di polizia
giudiziaria conclusa con sentenza di assoluzione o di non
doversi procedere - 20 anni dal passaggio in giudicato
della sentenza;
h) dati relativi ad attivita' di polizia
giudiziaria conclusa con sentenza di condanna - 25 anni dal
passaggio in giudicato della sentenza;
i) dati relativi ad attivita' di indagine o polizia
giudiziaria che non hanno dato luogo a procedimento penale
- 15 anni dall'ultimo trattamento;
l) dati relativi ad attivita' di prevenzione
generale e soccorso pubblico - 5 anni dalla raccolta;
m) dati relativi a controlli di polizia - 20 anni
dalla raccolta;
n) dati raccolti per l'analisi criminale e di
prevenzione - 10 anni dall'elaborazione dell'analisi;
o) dati relativi a provvedimenti di espulsione e
rimpatrio di stranieri - 30 anni dall'esecuzione;
p) dati relativi a nulla osta, licenze,
autorizzazioni di polizia - 5 anni dalla scadenza o dalla
revoca del titolo;
q) dati relativi alla detenzione delle armi o parti
di esse, di munizioni finite e di materie esplodenti di
qualsiasi genere - 5 anni dalla cessazione della
detenzione;
r) dati relativi a persone detenute negli istituti
penitenziari - 30 anni dalla scarcerazione a seguito di
espiazione della pena in caso di condanna - 5 anni dalla
scarcerazione a seguito di decreto di archiviazione o non
luogo a procedere o di sentenza di assoluzione;
s) dati relativi a persone sottoposte a misure di
sicurezza detentive - 25 anni dalla scadenza del termine di
efficacia della misura;
t) dati relativi alla gestione delle attivita'
operative - 10 anni dall'ultimo trattamento;
u) dati raccolti mediante sistemi di ripresa
fotografica, audio e video nei servizi di ordine pubblico e
di polizia giudiziaria - 3 anni dalla raccolta; dati
raccolti mediante sistemi di videosorveglianza o di ripresa
fotografica, audio e video di documentazione dell'attivita'
operativa - 18 mesi dalla raccolta. Si applicano i diversi
termini di conservazione di cui alla lettera b), quando i
dati personali sono confluiti in un procedimento per
l'applicazione di una misura di prevenzione, o quelli di
cui alle lettere a), f), g), h) e i), quando i dati
personali sono confluiti in un procedimento penale.
4. I termini di conservazione di cui al comma 3 sono
aumentati di due terzi quando i dati personali sono
trattati nell'ambito di attivita' preventiva o repressiva
relativa ai delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis,
3-quater e 3-quinquies, del codice di procedura penale,
nonche' per le ulteriori ipotesi indicate dall'articolo
407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale.
5. Il capo dell'ufficio o il comandante del reparto,
prima della scadenza dei termini di cui al comma 3, ove sia
strettamente necessario per il conseguimento delle
finalita' di polizia di cui all'articolo 3, puo' decidere,
sulla base dei criteri definiti dal Capo della polizia -
direttore generale della pubblica sicurezza ovvero, su sua
delega, dal vice direttore generale di cui all'articolo 4,
comma 6, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre
1991, n. 410, di aumentare la durata di conservazione,
indicandone i motivi in relazione al caso specifico e
l'ulteriore periodo di trattamento, che non puo' comunque
superare i due terzi di quelli fissati al comma 3.
6. I dati personali soggetti a trattamento non
automatizzato, sono conservati per il periodo di tempo
previsto dalle disposizioni sullo scarto dei documenti
d'archivio delle pubbliche amministrazioni se superiore a
quello di cui al comma 3.
7. Sono fatti salvi i diversi termini e modalita' di
conservazione dei dati personali previsti da disposizioni
di legge o di regolamento, da atti normativi dell'Unione
europea o dal diritto internazionale in relazione a
specifici trattamenti effettuati per le finalita' di cui
all'articolo 3.
8. Decorsi i termini di cui ai commi 1, 3, 4, 5 e 7,
i dati personali soggetti a trattamento automatizzato sono
cancellati o resi anonimi, i dati personali non soggetti a
trattamento automatizzato restano assoggettati alle
disposizioni sullo scarto dei documenti d'archivio delle
pubbliche amministrazioni.»
- Si riporta il testo dell'articolo 359-ter del codice
di procedura penale, come modificato dal presente decreto:
«Art. 359-ter (Identificazione e localizzazione
mediante sistemi di intelligenza artificiale per
l'identificazione biometrica remota in tempo reale). - 1.
Quando occorre confermare l'identificazione di una persona
nei confronti della quale vi sono sufficienti indizi della
commissione di uno dei delitti di cui all'allegato II al
regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 13 giugno 2024, puniti con la pena della
reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, ovvero
procedere alla ricerca mirata, ivi compresa la
localizzazione, di una persona indiziata dei medesimi
delitti, puo' essere autorizzato l'impiego di sistemi di
intelligenza artificiale per l'identificazione biometrica
remota in tempo reale.
2. Quando occorre procedere alla ricerca di un
latitante ai fini dell'esecuzione di un'ordinanza che
dispone una misura cautelare coercitiva per uno dei delitti
indicati al comma 1, ovvero di un ordine di esecuzione non
sospeso che dispone la carcerazione per i medesimi delitti,
puo' essere autorizzata la localizzazione della persona
ricercata tramite identificazione biometrica remota in
tempo reale con l'uso di sistemi di intelligenza
artificiale, procedendo al confronto dei suoi dati
biometrici con quelli di individui memorizzati in una banca
dati di riferimento.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, il confronto
biometrico avviene esclusivamente con una banca dati di
riferimento adeguata per ciascuna delle finalita' di cui ai
medesimi commi, contenente i dati biometrici e le relative
informazioni identificative, ove disponibili, riferiti alle
persone, anche non identificate, di cui ai medesimi commi 1
e 2. La banca dati di cui al primo periodo puo' essere
derivata da dati contenuti in banche dati in uso alla
polizia giudiziaria o tenute da altre pubbliche
amministrazioni e accessibili alla stessa o all'autorita'
giudiziaria, ovvero da immagini, filmati o altri elementi
biometrici acquisiti legalmente nell'ambito delle indagini.
Il contenuto della banca dati di cui al primo periodo e'
formato appositamente per ciascun utilizzo, con i soli dati
biometrici pertinenti alla specifica finalita', che sono
cancellati al termine della validita' dell'autorizzazione,
in modo da garantire che il set di confronto sia specifico
per ciascuna autorizzazione e non sia suscettibile di
alimentazione incrementale rispetto alle autorizzazioni
pregresse. E' in ogni caso vietato l'uso di banche dati
biometriche alimentate, in tutto o in parte, mediante
tecniche di scraping non mirato, ovvero costituite in
violazione delle disposizioni vigenti in materia di
protezione dei dati personali.
4. Con le stesse modalita' di cui ai commi 1, 2 e 3
puo' essere autorizzata la ricerca mirata, nell'ambito di
un procedimento penale, di specifiche vittime di
sottrazione, tratta di esseri umani o sfruttamento sessuale
di esseri umani.
5. Nei casi di cui ai commi da 1 a 4 il pubblico
ministero richiede l'autorizzazione all'impiego del sistema
di intelligenza artificiale per l'identificazione
biometrica remota in tempo reale al giudice per le indagini
preliminari.
6. Il giudice per le indagini preliminari autorizza
l'impiego del sistema di intelligenza artificiale di cui al
comma 5 con decreto motivato. Nel provvedimento di
autorizzazione e' delimitata l'area geografica di
applicazione, sono indicate le persone specificamente
ricercate ed e' determinato il tempo strettamente
necessario, che non puo' in ogni caso superare i quindici
giorni, prorogabili dal giudice, con decreto motivato, su
richiesta del pubblico ministero, per periodi successivi di
quindici giorni, qualora permangano le condizioni.
L'autorizzazione puo' essere concessa soltanto previa
effettuazione delle valutazioni di cui all'articolo 5,
paragrafo 2, del regolamento (UE) 2024/1689.
7. Quando ricorrono ragioni di urgenza e vi e'
fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare
pregiudizio grave e irreparabile per le finalita' di cui ai
commi da 1 a 4, il pubblico ministero, con provvedimento
adottato nel rispetto delle indicazioni di cui al comma 6,
secondo periodo, dispone l'utilizzo del sistema di
intelligenza artificiale per l'identificazione biometrica
remota in tempo reale con decreto motivato. Il decreto e'
comunicato immediatamente e comunque non oltre ventiquattro
ore al giudice per le indagini preliminari, il quale, se ne
ricorrono i presupposti, nelle successive quarantotto ore,
convalida il provvedimento e autorizza la prosecuzione.
Negli stessi casi di cui al primo periodo, se non sia
possibile, per la situazione di urgenza, attendere il
provvedimento del pubblico ministero, all'attivazione del
sistema di identificazione biometrica remota in tempo reale
provvedono gli ufficiali di polizia giudiziaria, i quali,
senza ritardo e comunque entro le successive dodici ore,
trasmettono la richiesta di autorizzazione al pubblico
ministero, il quale, se ne ricorrono i presupposti,
richiede al giudice la convalida entro ventiquattro ore
dall'avvio del sistema. Il giudice, se ne ricorrono i
presupposti, nelle successive quarantotto ore, convalida il
provvedimento e autorizza la prosecuzione dell'attivita',
con le indicazioni di cui al comma 6.
8. I risultati forniti dai sistemi di intelligenza
artificiale non possono essere utilizzati qualora gli
stessi siano stati impiegati fuori dei casi consentiti
dalla legge o qualora non siano state osservate le
disposizioni previste dai commi 6 e 7. In questi casi,
tutti i dati personali, i risultati e gli output acquisiti
e prodotti sono cancellati, salvo che costituiscano corpo
del reato.».
Art. 10
Note all'art. 10:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'articolo 57 del codice di
procedura penale:
«Art. 57 (Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria).
- 1. Salve le disposizioni delle leggi speciali, sono
ufficiali di polizia giudiziaria:
a) i dirigenti, i commissari, gli ispettori, i
sovrintendenti e gli altri appartenenti alla polizia di
Stato ai quali l'ordinamento dell'amministrazione della
pubblica sicurezza riconosce tale qualita';
b) gli ufficiali superiori e inferiori e i
sottufficiali dei carabinieri, della guardia di finanza,
degli agenti di custodia 1 e del corpo forestale dello
Stato nonche' gli altri appartenenti alle predette forze di
polizia ai quali l'ordinamento delle rispettive
amministrazioni riconosce tale qualita2;
c) il sindaco dei comuni ove non abbia sede un
ufficio della polizia di Stato ovvero un comando dell'arma
dei carabinieri o della guardia di finanza.
2. Sono agenti di polizia giudiziaria:
a) il personale della polizia di Stato al quale
l'ordinamento dell'amministrazione della pubblica sicurezza
riconosce tale qualita';
b) i carabinieri, le guardie di finanza, gli agenti
di custodia 1, le guardie forestali e, nell'ambito
territoriale dell'ente di appartenenza, le guardie delle
province e dei comuni quando sono in servizio.
3. Sono altresi' ufficiali e agenti di polizia
giudiziaria, nei limiti del servizio cui sono destinate e
secondo le rispettive attribuzioni, le persone alle quali
le leggi e i regolamenti attribuiscono le funzioni previste
dall'articolo 55.».
- Per il testo degli articoli 23 e 24 del decreto
legislativo 18 maggio 2018, n. 51, si vedano le note
all'articolo 9.
- Per il testo dell'articolo 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 15 gennaio 2018, n. 15, vedasi
le note all'articolo 9.
- Si riporta il testo dell'articolo 8 del citato
decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51:
«Art. 8 (Processo decisionale automatizzato relativo
alle persone fisiche). - 1. Sono vietate le decisioni
basate unicamente su un trattamento automatizzato, compresa
la profilazione, che producono effetti negativi nei
confronti dell'interessato, salvo che siano autorizzate dal
diritto dell'Unione europea o da specifiche disposizioni di
legge.
2. Le disposizioni di legge devono prevedere garanzie
adeguate per i diritti e le liberta' dell'interessato. In
ogni caso e' garantito il diritto di ottenere l'intervento
umano da parte del titolare del trattamento.
3. Le decisioni di cui al comma 1 non possono basarsi
sulle categorie particolari di dati personali di cui
all'articolo 9 del regolamento UE, salvo che siano in
vigore misure adeguate a salvaguardia dei diritti, delle
liberta' e dei legittimi interessi dell'interessato.
4. Fermo il divieto di cui all'articolo 21 della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e'
vietata la profilazione finalizzata alla discriminazione di
persone fisiche sulla base di categorie particolari di dati
personali di cui all'articolo 9 del regolamento UE.».
Art. 11
Note all'art. 11:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
Art. 14
Note all'art. 14:
- Si riporta il testo dell'articolo 104 del citato
decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 104 (Esecuzione del sequestro preventivo). - Il
sequestro preventivo e' eseguito:
a) sui mobili e sui crediti, secondo le forme
prescritte dal codice di procedura civile per il
pignoramento presso il debitore o presso il terzo in quanto
applicabili;
b) sugli immobili o mobili registrati, con la
trascrizione del provvedimento presso i competenti uffici;
c) sui beni aziendali organizzati per l'esercizio
di un'impresa, oltre che con le modalita' previste per i
singoli beni sequestrati, con l'immissione in possesso
dell'amministratore, con l'iscrizione del provvedimento nel
registro delle imprese presso il quale e' iscritta
l'impresa;
d) sulle azioni e sulle quote sociali, con
l'annotazione nei libri sociali e con l'iscrizione nel
registro delle imprese;
e) sugli strumenti finanziari dematerializzati, ivi
compresi i titoli del debito pubblico, con la registrazione
nell'apposito conto tenuto dall'intermediario ai sensi
dell'articolo 34 del decreto legislativo 24 giugno 1998, n.
213. Si applica l'articolo 10, comma 3, del decreto
legislativo 21 maggio 2004, n. 170;
e-bis) sui contenuti online generati anche con
sistemi di intelligenza artificiale e sui relativi dati,
mediante ordine ai prestatori di servizi di hosting, ai
fornitori di piattaforme online o di motori di ricerca o ai
prestatori di servizi intermediari della societa'
dell'informazione quali definiti all' del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, di rimuovere
i contenuti e i dati o disabilitare l'accesso al profilo,
garantendo comunque, ove tecnicamente possibile, la
fruizione dei contenuti estranei alle condotte illecite.
2. Si applica altresi' la disposizione dell'articolo
92.».
Art. 16
Note all'art. 16:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2016/679, si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti alla direttiva (UE) 2024/2853, si
vedano le note alle premesse.
Art. 17
Note all'art. 17:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
- Si riporta l'articolo 121-ter del decreto legislativo
10 febbraio 2005, n. 30:
«Art. 121-ter (Tutela della riservatezza dei segreti
commerciali nel corso dei procedimenti giudiziari). - 1.
Nei procedimenti giudiziari relativi all'acquisizione,
all'utilizzazione o alla rivelazione illecite dei segreti
commerciali di cui all'articolo 98, il giudice puo' vietare
ai soggetti da lui nominati o delegati, alle parti e ai
loro rappresentanti e consulenti, ai difensori, al
personale amministrativo, ai testimoni, e agli altri
soggetti che a qualunque titolo hanno accesso ai
provvedimenti, agli atti e ai documenti presenti nel
fascicolo d'ufficio, l'utilizzo o la rivelazione dei
segreti commerciali oggetto del procedimento che ritenga
riservati. Il provvedimento di divieto di cui al primo
periodo e' pronunciato su istanza di parte e mantiene
efficacia anche successivamente alla conclusione del
procedimento nel corso del quale e' stato emesso.
2. Il provvedimento di cui al comma 1 perde la sua
efficacia:
a) se con sentenza, passata in giudicato, e'
accertato che i segreti commerciali oggetto di causa erano
privi dei requisiti di cui all'articolo 98;
b) se i segreti commerciali diventano generalmente
noti o facilmente accessibili agli esperti e agli operatori
del settore.
3. Nei procedimenti giudiziari di cui al comma 1 il
giudice, su istanza di parte, puo' adottare i provvedimenti
che, nel rispetto dei principi regolatori del giusto
processo, appaiano piu' idonei a tutelare la riservatezza
dei segreti commerciali oggetto di causa, ed in
particolare:
a) limitare ad un numero ristretto di soggetti
l'accesso alle udienze e agli atti e ai documenti presenti
nel fascicolo d'ufficio;
b) disporre, nei provvedimenti che definiscono i
procedimenti di cui al comma 1, resi disponibili anche a
soggetti diversi dalle parti, l'oscuramento o l'omissione
delle parti contenenti i segreti commerciali.
4. Ai fini di cui al comma 3, lettera b), il giudice,
con il provvedimento, indica le parti dello stesso che il
cancelliere e' tenuto ad oscurare o omettere all'atto del
rilascio di copia a soggetti diversi dalle parti. Agli
stessi fini il giudice ordina che, all'atto del deposito
del provvedimento, la cancelleria vi apponga un'annotazione
dalla quale risulti il divieto per le parti di diffondere
il provvedimento in versione integrale.».
- Si riporta l'articolo 116 del codice di procedura
civile:
«Art. 116 (Valutazione delle prove). - Il giudice
deve valutare le prove secondo il suo prudente
apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti.
Il giudice puo' desumere argomenti di prova dalle
risposte che le parti gli danno [c.p.c. 229] a norma
dell'articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a
consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in
generale, dal contegno delle parti stesse nel processo.».
Art. 18
Note all'art. 18:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
Art. 19
Note all'art. 19:
- Per i riferimenti alla direttiva (UE) 2024/2853, si
vedano le note alle premesse.
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.
Art. 20
Note all'art. 20:
- Per il testo dell'articolo 116 del codice di
procedura civile, si vedano le note all'articolo 17.
Art. 21
Note all'art. 21:
- Per i riferimenti al regolamento (UE) 2024/1689, si
vedano le note alle premesse.